Durante la seconda guerra mondiale, Sardara, le Terme e le campagne furono trasformate in zona militare. Nella scuola di Via Manzoni c’era il comando dell’ Aeronautica Militare Italiana, comandato dal tenente colonnello Antonio Diana, sardarese, e nelle Terme c’era l’ospedale da campo diretto dal tenente medico dottor Mario Mossa. Il contingente più grosso era però quello tedesco. I soldati tedeschi si trovavano nelle colline tra Sardara e Villanovaforru, dove avevano sistemato tende e carri armati, e un reparto corazzato tedesco si trovava anche nella parte superiore del boschetto di eucaliptus, ora di proprietà de Le antiche terme. Come mi raccontava mio nonno, a Sardara, come in tutta Europa, c’era allora ‘FAMI A CHINZU’, ci si svegliava con la fame e ci si addormentava avendo ancora fame. Per fortuna tra agosto e settembre maturavano i fichidindia ed era un grande sollievo, non solo per i sardaresi, ma anche per i maiali allevati per l’inverno in sa dom’ è su procu, che si contendevano con i padroni le poche fave a disposizione. I fichidindia erano un toccasana per entrambi e per fortuna il territorio tra Sardara e Santa Mariaquas, da Putz’ è famini a Brunch’ è lepiri, era zona di orti recintati da siepi di figumurisca.
- Diese Früchte sind wunderschön, sie müssen auch sehr gut sein (Belli questi frutti, devono essere anche molto buoni)
Il soldato Guntram Werner, non aveva mai visto i fichidindia perché in Germania non ce ne sono, ma c’era una cosa che lo accomunava ai sardaresi e ai loro maiali: la fame. Così si guardò attorno, e senza pensarci due volte aprì la camicia e cominciò ad infilarci i succosi frutti uno dopo l’altro. Mal gliene incolse. Resosi conto di avere nelle mani, nel petto e perfino in faccia, migliaia di minuscole e fastidiosissime spine, dovette ricorrere all’infermeria dell’ospedale da campo.
Angelo Mascia