E' la Domenica delle Palme e sei a casa, come lo sei da un mese circa . Le mura domestiche possono diventare una prigione o aprire spazi infiniti dove mettere ordine e dare il giusto valore al tempo che sembra scorrere più lentamente .Le mura diventano finestre dove sei spettatore del mondo fuori e protagonista del mondo dentro senza comparse , ognuno è a suo modo coprotagonista ed esalta il meglio o il peggio di sé.
Oggi è la Domenica delle Palme , il mio alberello d'ulivo attende sul balcone la benedizione che non arriverà mai , non vi sarà aspersorio a sfiorarne i rami e le foglie o dissetarne le radici e mi sento un po' come il mio alberello d'ulivo , triste e assetato .
È Domenica delle Palme e sto a casa , un altro giorno crocettato di morti , di guariti e di impestati, non c'è posto per festeggiare , il lutto accompagna la Terra e il riso accompagna il pianto per esorcizzare il dolore ...quel riso che ci ha reso umani e forse più demoni .
È Domenica delle Palme e sto a casa . Riscopro ricette della nonna , profumi e sapori che avevo dimenticato . Nell'armadio il suo scialle nero dalle lunghe frange , mi riporta indietro e guardo dall'oblò il mare dei ricordi , preziosi e incancellabili ...depositaria della mia storia sulla quale ha tracciato tanti segni che ora non ho voglia di raccontare . Da quel tessuto è scomparso da tanto tempo il suo profumo , ma ogni piega mi rimanda un' immagine , uno sguardo, una parola... una carezza , una saggezza profonda e semplice di cui si è perso memoria .
Domenica delle Palme , a distanza , come gli affetti , le preghiere e le suppliche ; a distanza , al riparo di uno schermo freddo e piatto, Pane e Vino si contemplano , senza perdono , senza Comunione, in attesa di giorni normali che normali non saranno più!
Donatella Pintus