Correre è diventato di vitale importanza. Innumerevoli post raccontano del disagio di non poter andare a “fare la corsetta”. Sembra di essere diventati tutti degli atleti. Io per esempio non correvo neppure con un cane ad addentarmi le caviglie, ora…ah…potessi andare a “fare una corsetta”. Mi sono chiesta cosa succeda nella nostra mente di fronte ai divieti e siccome non posso parlare della mente degli altri, parlerò della mia.
All’inizio dei famosi DPCM, mi sono sentita sollevata. Le restrizioni non erano rigide e comunque ancora mi potevo muovere. - Approfitterò del tempo che ho desiderato avere e che non ho potuto per i diversi impegni presi, mi sono detta.
Sveglia come sempre prestissimo, alle 08:30 casa pulita e pranzo avviato, di seguito… giramento di pollici! Dopo la prima settimana di tempo in avanzo, già scalpito. Dai social cominciano ad arrivare le avvisaglie di fastidio. Mano a mano che le settimane diventano mese, il fermento è tangibile. Tutti vogliono andare a correre. Col cane, senza cane, con bambini o senza bambini. Più si stringono le maglie, maggiore è l’impellenza della corsa. Come dicevo, mi sono chiesta com’è che vanno le cose per me quando mi si impone una determinata cosa. Io sono italiana. Come ragiona l’italiano? Posso andare a correre? Cazzo serve? Naaaaa…mi seguo lo sport in tv. Divano. Sdraiato. Senza sudare. Mi riposo. Non posso andare a correre? Chi cazzo lo dice? Esco. Corro. Sudo. Mi distruggo.
Riflettendoci, in realtà non voglio andare a correre, non mi è mai piaciuto. Ho il seno prosperoso. Quando corro, se non metto una corazza, finisco con lo schiaffeggiarmi a tettate. Senza contare che, se metto magliette strette mi sembra di provocare, se metto maglie larghe, tutto si muove più liberamente e mi imbarazza il solo pensiero. Ho l’asma e il fiato corto. Sono pigra. Allora perché VOGLIO andare a correre?
P E R C H E’ N O N V O G L I O C H E M I S I D I C A C O S A D E V O F A R E!
Appena parte la prescrizione, scatta la ribellione. Allora come conciliare prescrizione e ribellione?
Analizzando i termini dal punto di vista etimologico trovo che:
Prescrizione. Norma data da chi ne ha autorità; ordine, comando. (Treccani)
Ribellione. L’azione di ribellarsi, soprattutto in senso politico o militare. (Treccani)
Due termini decisamente inconciliabili. Insomma, o ci vado a correre o no. On/off. 1 o 0. Bianco o nero. Contrasto. Però una soluzione la devo trovare. Sono cocciuta. Posso correre sul tapis! Ma posso anche farne a meno. Poi non è che sia stato detto “uscite”, ma esattamente “state a casa”. Posso portare il tapis sulla veranda e trovare un compromesso. Si, ma lo scenario è statico! Sta di fatto che giro attorno al dilemma, sudando e stancandomi. Torno nella cucina e mi avvolge il profumo della pasta in lievitazione. Per oggi risolvo così; visto che non posso andare a correre, preparo il pane. Chi l’ha detto che devo bruciare calorie? Posso sempre produrne e inoltre, quando potrò andare a correre, brucerò grassi…
Claudia Serra