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17
Fri, Apr

VII Domenica ordinaria (anno liturgico C). Non fraintendiamo il Vangelo …

Il Vangelo della Domenica
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Deve starci a cuore che chi agisce male, cambi modo di vivere per il suo bene, ne seguirebbe il bene nostro e di tutti. Pensiamo ad una mamma, ad un papà che hanno un figlio che vive male e sta male; amano quel figlio e desiderano tanto che lui cambi vita perché stia meglio. Se ciò avviene, quale gioia per tutti! Dio ha fatto questo con noi; ha tanto amato gli uomini che si è fatto uomo per salvarci, perché da peccatori diventassimo santi, da infelici vivessimo nella gioia. Chi rubava non rubi più, chi era bugiardo dica la verità al suo prossimo. Gesù ha amato Zaccheo, peccatore, da andare a pranzo a casa sua e Zaccheo è cambiato radicalmente: “A chi ho rubato, restituisco quattro volte tanto”. La parola di Dio ci dà una regola d’oro. Nell’Antico Testamento leggiamo: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te”; nel Vangelo: “Ciò che volete che gli uomini facciano a voi, fatelo a loro”. Esplicitiamo il fare agli altri quello che si vorrebbe fatto a se stessi. Se tu, per esempio, sei vittima di un furto, di uno scippo, di un ricatto, se qualcuno ti è venuto addosso e ti ha rovinato l'auto, saresti certamente contento se chi ha assistito al fatto fosse pronto a testimoniare in tuo favore. Il vangelo dice che questo è quello che anche tu devi fare agli altri, senza trincerarti dietro il "Non ho visto niente, non so niente". Il crimine prospera sulla paura e sull'omertà. Prendiamo le altre parole del vangelo: "Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati". Non si tratta di dar via libera all'impunità, che l’ingiustizia la faccia da padrona; non è togliere il giudizio dalla nostra vita, piuttosto è togliere il veleno dal nostro giudizio; giudizi "spietati", senza misericordia, con il peccato condannare senza appello anche il peccatore. Giustamente la coscienza del mondo civile rigetta oggi quasi all'unanimità la pena di morte. Nella pena di morte infatti l'aspetto di vendetta da parte della società e di annientamento del reo prevale su quello dell'autodifesa e di scoraggiamento del crimine che potrebbero essere ottenuti con altri tipi di pena, di rieducazione. Inoltre, eseguendo la condanna a morte, a volte si uccide una persona completamente diversa da quella che aveva commesso il crimine, perché nel frattempo essa si è pentita ed è radicalmente cambiata. Se io amo qualcuno sono portato a fare qualcosa perché lui stia meglio; la preghiera mi aiuta a farmi riconoscere e vivere da fratello, essendo Dio padre mio e Padre nostro. Se uno si sente amato ha una spinta maggiore a vivere bene. Dovrebbe essere il nostro ritornello quotidiano: Verità con amore, amore nella verità.

Padre Nicola, sacerdote redentorista,