Il “Beati…”, proclamato da Gesù, non è un augurio, ma una constatazione; le beatitudini anzitutto le vediamo realizzate, vissute da Lui. Egli piange, è povero, è misericordioso, è operatore di pace, perseguitato a causa della giustizia.
Gesù, parlando delle beatitudini, non fa un elenco di doveri, di regole da osservare, ma di come vivere per essere contenti, in pace, senza rimorsi, di come si ama veramente gli altri.
Vediamole singolarmente.
I poveri in spirito: quelli che sanno riconoscere i propri limiti, le proprie debolezze, e non solo quelle degli altri, che non sono superbi, che non hanno una concezione troppo alta di sé. Coloro che vivono nella sobrietà e sanno godere delle piccole cose.
Gli afflitti: quelli che sanno piangere con chi piange, non scappano dinanzi al dolore, non fanno finta di non vedere.
I miti: quelli che hanno un cuore paziente e non rispondono al male col male.
I misericordiosi: quelli che sanno dare, che non misurano l’amore col bilancino.
I puri di cuore: i buoni, i senza malizia, coloro che vedono il bello e il buono in ciò che esiste, come Dio ci ha creati.
I perseguitati a causa della giustizia: i perseguitati perché non accettano il male, non accettano la violenza e l’oppressione, coloro che non sopportano che l’ingiustizia la faccia da padrona; coloro che non si rassegnano alla cattiveria.
In conclusione: se viviamo cercando e operando il bene saremo beati noi e saremo motivo di gioia per gli altri.
“Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.
Vogliamo pregare così:
O Dio, spezza il giogo della violenza e dell’egoismo; fa’ che ci riconosciamo e viviamo da fratelli e costruiamo un’umanità rinnovata nel tuo amore. Amen!
Padre Nicola, sacerdote redentorista,