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17
Fri, Apr

IV Domenica ordinaria (anno liturgico C). Proclamare la verità non lasciandosi condizionare

Il Vangelo della Domenica
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compaesani, per la durezza del loro cuore si indigna, si rattrista e, non lasciandosi condizionare, continua la sua opera. I Giudei si aspettavano un Messia diverso, potente, che li avrebbe liberati dai Romani; di Gesù conoscevano la sua umile provenienza e non potevano accettare l’idea di un Dio così umano. Gesù però fermamente proclama la verità fino all’ultimo giorno, il venerdì santo, quando afferma di essere nato per servire la verità perché la verità ci fa liberi, la verità su Dio e la verità sull’uomo. Anche a Geremia le cose non erano andate diversamente; il popolo avrebbe voluto che il profeta predicasse che c’era pace, che tutto andava bene; e pace non c’era e bene non era.  “Per amore del mio popolo, non tacerò”, affermava il profeta Isaia. Non si ha vero amore per nessuno se non c’è verità; amore nella verità, e verità con amore. Papa Benedetto XVI nel 2009 ha pubblicato l’enciclica dal titolo significativo “ Caritas in veritate ”.   Guardandoci intorno….  Battersi per la giustizia a tutti i costi può apparire un affronto alla serenità e al quieto vivere; perché agitarsi tanto?! Affermare la verità si passa facilmente  per integralisti, fondamentalisti, tradizionalisti.  Da parecchio tempo dominano il relativismo, il buonismo, il politicamente corretto. Ci sono troppe cose che non vanno bene; il grande e santo papa Giovanni Paolo II nel 1981 nell’enciclica “Laborem exercens” afermava: La società va ristrutturata. Non si può scendere a compromessi con la verità, con il bene comune, per una giustizia per tutti, per il vero amore. A tale riguardo mi piace riportare una testimonianza di Albert Einstein pubblicata da Time Magazine il 23/12/1940. “Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione nazista in Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università vennero ridotti al silenzio. Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e 0l’ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale. Devo confessare che ciò che io una volta disprezzavo, ora lodo incondizionatamente”. Ringraziamo Gesù e tutti i profeti e testimoni della verità e dell’amore.  Amen!   

Padre Nicola, sacerdote redentorista