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17
Fri, Apr

III Domenica ordinaria (anno liturgico C). La nostra vita e Gesù…

Il Vangelo della Domenica
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Iniziamo le nostre riflessioni con un grazie dal profondo del nostro cuore all’evangelista Luca perché con estrema premura ci assicura che quanto egli scriverà nel Vangelo, come già han fatto altri prima, si tratta di avvenimenti storici su cui lui ha fatto accurate ricerche, come li hanno trasmesso i testimoni oculari. I Vangeli non sono un romanzo, né un libro filosofico, né una dottrina sociale, ma ci presentano Gesù di Nazaret, personaggio storico, che come ha vissuto e operato ha rivelato di essere uomo-Dio, nostro salvatore. Ciò che diciamo di Lui, ciò che Lui ci dice, poggia su fondamenta solide. Credere in Gesù e seguire i suoi insegnamenti dà saggezza alla mente, dà senso alla nostra vita. Gesù non riferisce quello che è stato scritto nel passato dai profeti, ma realizza tutto ciò che è stato detto di Lui. Proclama apertamente che la libertà, la giustizia per tutti non è utopia; Lui è stato mandato proprio per annunciare e realizzare la salvezza. L’apostolo Paolo esplicita il da farsi con una chiarezza disarmante, additandoci l’immagine del corpo. L’occhio per la vista, l’orecchio per l’udito, e tutte le altre membra formano un corpo solo. Tutte sono necessarie per il buon funzionamento del corpo; se un membro è malato tutto il corpo soffre. La società e la chiesa si rispecchiano in tale immagine. Non sono tutti medici, non tutti ingegneri, non tutti operai, non ci sono solo uomini o solo donne; di tutti c’è necessità; e se ciascuno agisce bene la società è salva, noi stiamo bene. Nella Chiesa abbiamo vari ministeri, diversi compiti, tanti Istituti Religiosi, per rispondere alle diverse esigenze della Chiesa e del mondo. Nessuno può far tutto, ma se tutti operano bene ne consegue meraviglia per la Chiesa e per il mondo. La Parola di Dio proclama queste verità sin dall’inizio; Gesù è venuto per attuarle. Come non ringraziare Dio e far festa, come già il sacerdote Esdra e il governatore Neemia dicevano a tutto il popolo?! Comprendiamo bene perché gli scritti su Gesù si chiamano “Vangelo”, lieto annuncio, bella notizia. Chiunque in grado di intendere e di volere faccia ciò che è bene, eviti ciò che è male. Anche chi non ha conosciuto Gesù, ma agisce nella verità, ha Dio dalla sua parte, ne riceve l’aiuto necessario. Ora le nostre riflessioni e i nostri sentimenti si fanno preghiera: Dio onnipotente ed eterno, che hai mandato il Cristo ad annunciare il lieto messaggio del tuo regno, fa’ che la sua parola, che oggi risuona nella Chiesa, ci edifichi in un solo corpo e ci renda strumento di liberazione e di salvezza. Amen !

Padre Nicola, sacerdote redentorista,