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17
Fri, Apr

XX Domenica ordinaria (anno liturgico b) Su questa nostra terra

Il Vangelo della Domenica
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Sono 4 Domeniche che ci viene proclamata la Parola di Dio sul Pane di Vita. Abbiamo iniziato con la moltiplicazione dei pani operata da Gesù, servendosi di quei pochi pani che un ragazzo aveva. Dio ha bisogno di noi per rendere più vivibile questa nostra esistenza terrena. Anche nei Sacramenti Gesù si fa presente se noi gli diamo quel poco che abbiamo; c’è infatti l’Eucarestia se noi portiamo all’altare il pane e il vino. Dopo la moltiplicazione dei pani, la gente cerca Gesù e vorrebbe farlo Re; ma Gesù li rimprovera perché non hanno capito il significato del miracolo. “Voi mi cercate, perché avete mangiato e vi siete saziati; cercate il pane che non perisce; Io sono il pane della vita”. Potrebbe sembrare che a Gesù non interessi tanto il pane materiale, di ogni giorno; non è così. Gesù a chi ha fame non si contenta di dare il pesce, ma contemporaneamente insegna a pescare. C’è un solo Dio, Padre di tutti; noi siamo i suoi figli e tra noi fratelli; il nostro vero Maestro e Salvatore è Lui, Gesù Cristo. Esaminando bene il tutto, vedremmo che il pane c’è, ma è mal distribuito; le risorse della terra sono tante, ma non sono bene utilizzate. Usando intelligenza e cuore, facendo “COM-UNIONE” con Gesù e tra di noi, uniti come i tralci alla vite, nella giustizia e santità, saremmo più felici oggi e lo saremmo per l’eternità.
Vivere così, è vivere da saggi; è come partecipare alla festa di una bella mensa imbandita. Saremmo ubriachi non di vino, ma inebriati di verità, di giustizia e fratellanza, contenti per quello che siamo, grati a Dio per come ci ha creati e redenti. Nell’eternità capiremo appieno tutto questo e lo vivremo; quel rimpianto e quel rammarico di non averlo fatto prima e meglio in questa nostra esistenza costituirà il nostro Purgatorio.
Voglio concludere riassumendo: vivere i doni della creazione e della redenzione nella giustizia e nell’amore, collaborando con Dio, sapendo che Lui non si sostituisce a noi, alle nostre responsabilità. Un credente un giorno entrò nel palazzo del Re, fece un grosso inchino e disse: Maestà, io credo tanto in Dio, amo tanto Dio, ho tanta fiducia in Lui che ho lasciato fuori il cavallo senza neppure preoccuparmi di legarlo! “Sciocco, disse il Re, va’ subito a legare il cavallo”. Amen !
Padre Nicola, sacerdote redentorista