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17
Fri, Apr

XIII Domenica ordinaria (anno liturgico B 18). Sofferenza, morte e quant’altro …

Il Vangelo della Domenica
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Gesù come noi Come tutti noi Gesù ha provato turbamento di fronte alla sofferenza e alla morte. Si è turbato e ha pianto dinanzi al sepolcro dell’amico Lazzaro e dinanzi alla propria morte. Ha avuto compassione dei malati; ha avuto una parola illuminante e di conforto per le situazioni più problematiche.resurrezione Operando miracoli e istituendo i Sacramenti, ha lenito tante sofferenze di questa umanità. Soffrendo e morendo come uno di noi, ci dà garanzia che ci conosce profondamente in tutto ciò che di doloroso possa capitarci. Con la sua risurrezione ci ha aperto orizzonti di cieli nuovi e terra nuova, dove non esisterà più morte e sofferenza alcuna, ma ci sarà pienezza di vita e di giustizia. Abbiamo conosciuto che Gesù ci vuole davvero bene e possiamo fidarci di Lui. Sul suo esempio e nei modi a noi possibili ci impegneremo ad alleviare le sofferenze nostre e del prossimo.
In sintesi Dio non gode della sofferenza e morte delle sue creature. Dopo che Dio si è fatto uomo, lo conosciamo ed amiamo di più come Creatore e Redentore. Creati a immagine e somiglianza di Dio con intelligenza, volontà e libertà, avremmo dovuto e potuto realizzare una famiglia umana con rapporti di rispetto e di amicizia tra di noi e con l’universo; le cose però sono andate diversamente, ma con la venuta di Gesù tutto è più che rimediabile. “O Dio, ci hai creati in modo mirabile e in modo ancora più mirabile ci hai redenti”. Con Sant’Agostino esclamiamo: Dio, troppo tardi ti ho conosciuto, troppo tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e sempre nuova ! Grazie, Gesù ! Preghiamo: O Dio, che in Cristo morto e risorto ci hai resi partecipi di ogni bene, fa’ che testimoniamo a tutti la ricchezza della vita nuova. Amen !

Padre Nicola, sacerdote redentorista

 

 

foto di Lidoscarpellini