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17
Fri, Apr

XXVIII Domenica (anno liturgico A) Quale abito ….?!

Il Vangelo della Domenica
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“L’abito nuziale”, di cui parla il Vangelo, è ben più che un vestito in giacca e cravatta, è un atteggiamento interiore, uno stile di vita; in concreto non si può partecipare ad un pranzo di nozze ed essere contro gli sposi, nutrire odio, inimicizia nei loro confronti. Avvenne in Calabria che uno degli invitati, durante il rinfresco di matrimonio, approfittando della confusione, fu sorpreso a rubare in casa dello sposo. Leggiamo nel salmo 54: Fosse stato un nemico a volermi male, a farmi del male, l’avrei sopportato; ma che sia tu, mio compagno, mio amico e confidente, questo proprio no! Il poeta Montale scriveva: Ho contemplato la terra dalla luna, o quasi, questo pianeta che tutto rinserra, filosofia, teologia, pornografia, e… gli uomini, e io tra questi; e tutto è molto strano ! Vediamo una delle grandi stranezze. Da bambini abbiamo imparato che, parlando degli abitanti del pianeta, si usa dire: famiglia umana. Genitori e figli, nonni e nipoti, fratelli. E’ sotto gli occhi di tutti che i rapporti tra i membri di questa grande famiglia lasciano molto a desiderare. La nostra esistenza sarebbe potuto essere raffigurata come festa di nozze, invece siamo diventati lupi gli uni per gli altri. Tutto ciò non è molto strano, essendo stata finalmente riconosciuta anche la pari dignità, gli stessi diritti e doveri per tutti ? ! Oggi la Parola di Dio insiste sull’argomento. Dio per mezzo di Mosè e dei profeti si rivolgeva al popolo in questi termini: Io ti dico queste parole, i 10 Comandamenti, perché tu viva, viva a lungo, e sia felice. Facendo il bene ed evitando il male, vivendo da figli di Dio e da fratelli, come andrebbe bene il mondo, come staremmo meglio tutti quanti noi! Abbiamo invece ridotto la terra ad una valle di lacrime, ad un covo di odio, ad una fucina di armi. Siamo invitati ad un profondo esame di coscienza individuale, come Chiesa, come società. Con l’impegno di tutti, con l’aiuto che ci viene dal Signore per mezzo della sua Parola e dei Sacramenti, possiamo ridare un po’ di ordine a questa nostra vita, con la prospettiva consolante che un giorno, ciò che di bello, di giusto e di buono desideriamo, sarà realizzato in pienezza per l’eternità. L’apostolo Paolo aveva ben compreso il tutto e ringraziava chi gli era di conforto nelle tribolazioni, ricordando che il Signore Gesù sarebbe venuto incontro nelle necessità. Facciamo tesoro di tanto insegnamento. Amen !

Padre Nicola, sacerdote Redentorista (San Sperate