Siamo corresponsabili L’amore suggerisce tutti gli espedienti perché le cose vadano a buon fine. Se uno ama non solo non fa del male a nessuno, ma, volendo bene e volendo il bene di ciascuno e di tutti, agisce di conseguenza e con fantasia. Qualche esempio chiarisce ulteriormente. Papà e mamma al bambino non ancora in grado di intendere e di volere forniscono tutto ciò che gli necessita per il suo sano e integrale sviluppo, evitandogli quanto possa nuocergli. In pedagogia si insegna che nell’infanzia e nell’adolescenza da forme alquanto impositive, pensiamo ai vaccini e alla scuola d’obbligo, si passi a forme sempre più persuasive allorché la persona stessa è in grado di discernere il bene e il male e fare le sue scelte. “Ti dico queste parole (i 10 Comandamenti) perché tu viva a lungo e sia felice”, diceva Mosè al popolo in nome di Dio.
Richiamare chi sbaglia Anche verso chi sta sbagliando si deve agire alla stessa maniera. Raccomanda Gesù: “Se il tuo fratello commetterà una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se non ti ascolterà prendi con te qualche altra persona e ammoniscilo perché si ravveda”. Precisava già il profeta Ezechiele: “Se uno muore per le sue malefatte, e tu non l’hai avvertito, della sua morte ti sarà chiesto conto; se invece l’hai avvertito, e lui, continuando ad agire male, fa una brutta fine, tu ti salverai, avendo fatto quanto in tuo potere; se poi il tuo fratello ritorna sulla retta via, quale gioia grande per lui e per te! Papa Francesco spesso lamenta: “Certi cristiani, nei confronti di chi agisce male, continuano a parlare in maniera vellutata per non offendere nessuno; e tutto continua come prima. Questi sono cristiani da salotto; il Vangelo insegna diversamente”. Il nostro papa, amando tutti, sull’esempio di Gesù, elogia chi agisce bene e richiama il malfattore perché si converta. Fino al recente passato negli Istituti religiosi a tale scopo vigeva la figura dell’ammonitore.
In conclusione L’amore non può lasciarci indifferenti di fronte alle vicende del mondo; per costruire una società più umana ciascuno ha il dovere di aiutare il proprio fratello quando sbaglia; il cristiano deve farlo a maggior ragione, avendo conosciuto l’amore e l’agire di Dio nei nostri riguardi. Siamo figli di un Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio per salvarci; siamo discepoli di Gesù che per nostro amore sappiamo cosa ha fatto e come lo ha fatto. Impariamo e operiamo di conseguenza. Amen!
Padre Nicola, sacerdote Redentorista
XXIII Domenica (anno liturgico A) Noi e gli altri …
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