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17
Fri, Apr

III Domenica di Quaresima (anno liturgico A). “La SAMARITANA”

Il Vangelo della Domenica
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Dove conduce l’amore Riflettendo con l’apostolo Paolo ci convinciamo che Dio ci ama davvero in quanto, se potrà esserci qualcuno disposto a morire per una brava persona, Dio ha dato la vita per noi che eravamo peccatori. Abramo amava tanto Dio da essere disposto a sacrificargli il figlio, Dio ha sacrificato Gesù per noi. Nella storia d’Israele vediamo che Dio compie prodigi per sovvenire alle necessità del mangiare e bere del popolo, manda la manna e le quaglie, fa scaturire l’acqua dalla roccia. Gesù opera la moltiplicazione dei pani per nutrire la folla, cambia l’acqua in vino alle nozze di Cana. Servendosi della fame e sete materiale, Gesù scava in profondità per comunicare i grandi valori. Al pozzo di Sichar chiede alla Samaritana “dammi da bere …” e le dice: “se tu sapessi chi è colui che ti parla, saresti tu a chiedergli da bere e Lui ti darebbe un’acqua che zampilla vita eterna”. Intavola un discorso con la Samaritana per andare oltre le cose ordinarie. “Va a chiamare tuo marito …!” Dicendole particolari della sua vita le fa capire che Lui è il Messia salvatore. Non solo la Samaritana riconosce chi è veramente Gesù, ma si fa missionaria presso i compaesani, che come lei crescono nella fede. Insegnamento per noi Nelle situazioni ordinarie della vita possiamo crescere e aiutare gli altri nella conoscenza dei valori che salvano l’esistenza, comunicare i valori della fede. Nessun dialogo tra noi dev’essere banale; anche nel parlare di cose che possono apparire scontate, o di invasione nella privacy di qualcuno, dev’esserci il voler bene, il volere il bene dell’altro. A questo porta l’amore umano; a un più vasto orizzonte conduce l’amore umano-divino. Rileggendo la storia della salvezza Gli Ebrei consideravano i Samaritani stranieri e scismatici e nel 128 a. C. ne avevano distrutto il Tempio. Si comprende quindi la grande ostilità tra i due popoli. Gesù, narrando un giorno la parabola del buon Samaritano, che soccorre il malcapitato, lasciato dai briganti mezzo morto ai bordi della strada, insegnava che in ogni uomo può esserci del buono e che i conflitti vanno superati. Se poi Gesù ci dice in faccia quello che siamo, come fece nei riguardi della Samaritana, “Va a chiamare tuo marito ”, non lo fa per umiliare ma per aiutarci a capire e cambiare in meglio. Osservando l’ordinarietà della vita possiamo leggere come siamo fatti. Avendo sete uno cerca e può trovare l’acqua; se si ha sete di verità ci si impegna a conoscere noi stessi e Dio e si troveranno in Gesù le risposte alle domande più profonde e angosciose del cuore umano. Avendo amore ci si adopera per migliorare le sorti nostre e del prossimo. La Samaritana è stata dissetata da Gesù e, portando la buona notizia di Gesù Messia ai suoi concittadini, ha dissetato il “Maestro”. Facciamo così anche noi. Amen!

Padre Nicola