“Gesù passando vide un uomo cieco fin dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché nascesse così?”. A quei tempi si pensava che Dio castigasse in proporzione della colpa; la pensano così non pochi cristiani dei nostri giorni, allorché si dice: Ma il tale che male ha fatto per subire tale sorte ?. È una concezione sbagliata, e addirittura offensiva nei riguardi di Dio, quasi che Egli stia spiando per castigarci per le nostre debolezze e cattiverie. Gesù non sopporta tale concezione e risponde categorico: Né lui ha peccato, né i suoi genitori. Dio non solo non infligge il male ai suoi figli, ma non è neppure indifferente ai tanti drammi. Gesù viene a salvare e a guarire; infatti, mentre i discepoli discutono se quel cieco è colpevole o meno, Gesù lo ama, gli si avvicina, lo tocca, gli dice cosa fare, e ne avviene la guarigione. Il cieco andò, si lavò e tornò che ci vedeva. La guarigione avviene non per formule magiche, ma obbedendo alla parola di Gesù. Il cieco, toccato dall’amore di Dio, divenne un uomo nuovo, si affezionò a Gesù, parlò bene di Lui, credette in Lui, adorandolo e ringraziandolo, tanto che alcuni addirittura dubitarono che fosse lui ad essere stato cieco, che prima chiedeva l’elemosina. In parole ancora più chiare diciamo che Dio non manda la malattia, ma è vicino a chi soffre. Anche l’episodio del paralitico, che tutti conosciamo, è un ulteriore esempio in tal senso; “Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: ti son perdonati i tuoi peccati”; poi Gesù operò anche la guarigione fisica. Gesù istituisce il Sacramento dell’Olio degli infermi per aiutare il malato; si amministra infatti il Sacramento dicendo: “ Per questa santa unzione, e la sua piissima misericordia, ti aiuti il Signore col la grazia dello Spirito Santo; e, liberandoti dai peccati, ti salvi, e, nella sua bontà, ti sollevi”. Quanta serenità per il malato, sapendo di non essere solo, di essere amato e perdonato da Gesù! Quanta fiducia nell’onnipotenza del Signore, che potrebbe operare anche la guarigione fisica, con la prospettiva di una vita oltre la morte, come è già per il Cristo risorto. Questo ci ha rivelato Gesù! Tanti nostri fratelli starebbero meglio se fossero consapevoli di essere amati da Dio e si sentissero amati da noi!
Concludendo La luce del Signore, la sua parola ci sono necessarie per essere meno superficiali, per non fermarci all’apparenza; dobbiamo guardare noi stessi e gli altri in profondità, comportandoci da figli della luce nella bontà, giustizia e verità. Amen !
P. Nicola, Redentorista
IV Domenica di Quaresima (anno liturgico A) Come Gesù vede noi, Come noi vediamo il tutto …
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