Sono pochi quelli che si salvano? Chiese un tale a Gesù…!
Gesù risponde che per entrare nella vita che abbia senso la porta è stretta, ma è aperta.
Più che la curiosità e le percentuali, è importante sapere se e come ci si può salvare.
Gesù ci ammaestra e ci corregge come un papà, degno di questo nome, corregge i propri figli.
E il suo insegnamento va annunciato a tutti, perché Dio si è fatto uomo per salvare tutti, perché vuole bene a tutti, vuole il bene di tutti.
Gesù è di tanto conforto per chi agisce bene, per chiunque opera nella giustizia, nella verità e nell’amore. Costui non solo avrà vissuto degnamente, ma avrà anche una eternità beata.
Le cose andranno ben diversamente per chi è stato operatore di iniquità e non avrà dato una mano al bisognoso.
L’opinione corrente al tempo di Gesù era che bastava appartenere al popolo d’Israele per salvarsi, bastava essere circoncisi; mentre occorre circoncidere il cuore, avevano già precisato i Profeti.
Si era alla stregua di quelli che pensano che basta far parte di un tale Istituto Religioso per essere colti e santi, o far parte di un tale partito politico per essere onesti.
“Non è l’abito che fa il monaco”, diciamo tutti e frequentemente, ma poi finiamo per dare eccessiva importanza all’abito.
Restando in argomento mi permetto di ricordare una frase del grande teologo redentorista Bernard Haring: Il pudore non è nel vestito, ma nel cervello. Dobbiamo aver stima di noi stessi, del nostro corpo, convinti che ogni parte di noi è una meraviglia, che siamo fatti bene e siamo qualcosa di grande; il pudore alberga in noi.
Leggiamo nella Bibbia: “Tu, o Dio, hai fatto tutto con sapienza e amore, e tutto è buono, altrimenti non l’avresti neppure creato”.
Dovremmo continuamente ripetere con San Francesco: “Laudato sì’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, …” per come ci hai creati e …, ancor più, per come ci hai redenti.
In tal modo avremo il cuore circonciso, e la porta della salvezza non solo sarà aperta, ma spalancata.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare,
Il vangelo della Domenica. XXI Domenica (Anno liturgico C) Quale DISTINTIVO … ?
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