NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
16
Thu, Apr

Il vangelo della Domenica. ESALTAZIONE DELLA CROCE

Il Vangelo della Domenica
Aspetto
Condividi

Nella storia
“La crocifissione è la pena capitale suprema, la più dolorosa, terribile e ripugnante”,
scriveva Cicerone. Una delle forme di esecuzione più orrende concepite dall’uomo.
Perché dunque per questo strumento di supplizio i cristiani celebrano solennemente una festività?!
Che se ne direbbe se facessimo degli esemplari della sedia elettrica e della ghigliottina e l’appendessimo al collo con una catenina, come facciamo per la croce e il crocifisso?!
Un po’ di cronistoria
Il 14 settembre del 335 a Gerusalemme fu consacrata la Basilica del Santo Sepolcro, restaurata da Costantino, e celebrato il ritrovamento del legno della Croce su cui morì Gesù. Da allora ogni anno a Gerusalemme si festeggia questo evento e nel bel mezzo della celebrazione il sacerdote alza la Croce e la mostra verso i 4 punti cardinali, ad indicare l’universalità della salvezza.
Ben presto tale festa si estese alle Chiese d’Oriente, d’Occidente, e a tutta la Chiesa.
Davvero in ogni parte della terra è necessario esaltare la Croce su cui morì Gesù per la salvezza di tutti gli uomini, di tutti i tempi.
Il significato
Gesù che muore in croce, “Il Crocifisso”, ricorda a tutti cosa avvenne quel Venerdì Santo …! Il traditore, l’invidia dei capi del popolo, i falsi testimoni, l’ingiusta condanna, la crocifissione di un innocente, e che innocente!
Gli uomini, e noi tra questi, si è capaci di giungere a tanto. Dopo quell’evento non ci meraviglieremo più di nulla, fin dove possa spingersi la cattiveria umana.
E quell’uomo crocifisso il venerdì santo non era semplicemente e solamente un uomo, bensì un Dio sceso sulla terra per dirci e darci quanto ben conosciamo dal Vangelo. Quindi Dio, pur sapendo come lo avremmo trattato, si è fatto uomo e ci ha rivelato che il suo amore è più grande di tutti i nostri peccati.
A ragione l’apostolo Paolo affermava: D’ora in poi non predicherò altro, se non Cristo, e Cristo crocifisso”.
In conclusione
“Il cristianesimo non è una dottrina filosofica, non è un programma di vita per vivere meglio, per essere educati, per essere in pace. Queste sono conseguenze. Il cristianesimo è una persona, una persona innalzata sulla Croce, una persona che giunge a tanto per salvarci”. Così papa Francesco alcuni anni fa.
Non esiste un cristianesimo senza la Croce di Cristo. La Croce non è un ornamento che mettiamo nelle chiese, sull’altare, appesa al collo con la catenina. Non è un simbolo che ci distingue dagli altri. La Croce è il mistero di quanto Dio ci ama e della gravità del nostro peccato. Nella Croce di Cristo troviamo la risposta a tante nostre domane. Meditiamo e ringraziamo.
Nicola Fiscante, sacerdote Redentorista, Francavilla al Mare