Nella storia
“La crocifissione è la pena capitale suprema, la più dolorosa, terribile e ripugnante”,
scriveva Cicerone. Una delle forme di esecuzione più orrende concepite dall’uomo.
Perché dunque per questo strumento di supplizio i cristiani celebrano solennemente una festività?!
Che se ne direbbe se facessimo degli esemplari della sedia elettrica e della ghigliottina e l’appendessimo al collo con una catenina, come facciamo per la croce e il crocifisso?!
Un po’ di cronistoria
Il 14 settembre del 335 a Gerusalemme fu consacrata la Basilica del Santo Sepolcro, restaurata da Costantino, e celebrato il ritrovamento del legno della Croce su cui morì Gesù. Da allora ogni anno a Gerusalemme si festeggia questo evento e nel bel mezzo della celebrazione il sacerdote alza la Croce e la mostra verso i 4 punti cardinali, ad indicare l’universalità della salvezza.
Ben presto tale festa si estese alle Chiese d’Oriente, d’Occidente, e a tutta la Chiesa.
Davvero in ogni parte della terra è necessario esaltare la Croce su cui morì Gesù per la salvezza di tutti gli uomini, di tutti i tempi.
Il significato
Gesù che muore in croce, “Il Crocifisso”, ricorda a tutti cosa avvenne quel Venerdì Santo …! Il traditore, l’invidia dei capi del popolo, i falsi testimoni, l’ingiusta condanna, la crocifissione di un innocente, e che innocente!
Gli uomini, e noi tra questi, si è capaci di giungere a tanto. Dopo quell’evento non ci meraviglieremo più di nulla, fin dove possa spingersi la cattiveria umana.
E quell’uomo crocifisso il venerdì santo non era semplicemente e solamente un uomo, bensì un Dio sceso sulla terra per dirci e darci quanto ben conosciamo dal Vangelo. Quindi Dio, pur sapendo come lo avremmo trattato, si è fatto uomo e ci ha rivelato che il suo amore è più grande di tutti i nostri peccati.
A ragione l’apostolo Paolo affermava: D’ora in poi non predicherò altro, se non Cristo, e Cristo crocifisso”.
In conclusione
“Il cristianesimo non è una dottrina filosofica, non è un programma di vita per vivere meglio, per essere educati, per essere in pace. Queste sono conseguenze. Il cristianesimo è una persona, una persona innalzata sulla Croce, una persona che giunge a tanto per salvarci”. Così papa Francesco alcuni anni fa.
Non esiste un cristianesimo senza la Croce di Cristo. La Croce non è un ornamento che mettiamo nelle chiese, sull’altare, appesa al collo con la catenina. Non è un simbolo che ci distingue dagli altri. La Croce è il mistero di quanto Dio ci ama e della gravità del nostro peccato. Nella Croce di Cristo troviamo la risposta a tante nostre domane. Meditiamo e ringraziamo.
Nicola Fiscante, sacerdote Redentorista, Francavilla al Mare
Il vangelo della Domenica. ESALTAZIONE DELLA CROCE
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