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Thu, Apr

La parola della Domenica. XV Domenica (anno liturgico C. VEDERE - AVERE COMPASSIONE - FARE QUALCOSA…

Il Vangelo della Domenica
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Fare il bene”, “Non fare il male”, che chiamiamo legge naturale, o anche legge di Dio, valida per tutti gli uomini di tutti i tempi, è scritta nel nostro essere e la comprende ogni uomo e donna che hanno sviluppato l’uso di ragione.
Chiunque, in grado di intendere e di volere, sa di dover fare il bene e non fare il male, come desidera che gli venga fatto. La strada, che scende da Gerusalemme a Gerico, e ciò che vi è accaduto, rappresenta le vie del mondo e l’agire di noi uomini. Soccorrere chi è in difficoltà nei limiti del possibile, chiamando ad esempio il 118, il 113 o i Vigili del Fuoco, è un dovere civico; ma noi vogliamo andare oltre il dovere, vogliamo dare il nostro aiuto con amore, proprio come noi stessi desidereremmo essere trattati. Anche l’albergo, dove fu ricoverato il malcapitato, e l’albergatore rappresentano il nostro agire. Ci si può presentare qualcuno che è in necessità; gli diamo noi l’assistenza necessaria, riceve quella parola e quel consiglio che permettono gli si apra una possibilità fino a quel momento forse neppure immaginabile. In una Missione Parrocchiale di qualche anno fa, incontrando in Municipio gli Amministratori, dicevo: Chiunque dovesse varcare la soglia di questo “palazzo”, anche se non fosse possibile risolvere il suo problema, si senta compreso, tenuto nella debita considerazione, e uscirà meno amareggiato. Nessuno è un numero anonimo, bensì un fratello, membro dell’unica famiglia umana. Gesù, il nostro “BUON SAMARITANO”, che ha sacrificato la vita per noi, ci ha detto: Amatevi come io ho amato voi; vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. L’apostolo Paolo ci ricorda che la pienezza di verità e di ogni altro bene che è in Cristo viene comunicata a noi. “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”, ha sintetizzato l’Evangelista Giovanni. Gesù è il “Buon Samaritano” perché ha fatto l’impensabile per salvarci.
È Dio, è l’uomo perfetto che mediante i Sacramenti ci unisce a sé per essere come Lui; è il Risorto che ci garantisce una pienezza di vita per l’eternità, bella come non riusciamo nemmeno ad immaginare. Discepoli suoi, uniti a Lui come i tralci alla vite, non possiamo non essere e fare come Lui, BUON SAMARITANI! Perciò preghiamo: Padre misericordioso, che nel comandamento dell’amore hai posto la sintesi di tutta la legge, donaci un cuore attento e generoso verso le sofferenze dei fratelli, per essere simili a Cristo, buon Samaritano del mondo. A M E N

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare