Troppo spesso ci si commuove per i tanti in miseria nelle periferie del mondo, ci si indigna per le grandi ingiustizie della società, e non si vede, o si fa finta di non vedere, la sofferenza del nostro vicino di casa, o addirittura qualcuno della stessa nostra famiglia. Nell’uno e nell’altro caso bisogna agire perché le cose migliorino; lo esige la pari dignità dell’essere umano dovunque lui viva, di qualunque razza, lingua, ideologia politica e religiosa. È questo in sintesi l’insegnamento radicale di Gesù. I problemi, le difficoltà, le sofferenze della vita sono un po’ il nostro pane quotidiano. Dio ne ha operato di prodigi per il popolo d’Israele dalla liberazione della schiavitù d’Egitto alla Terra promessa e con i vari ritorni dall’esilio. A ragione quindi il profeta Geremia invita il popolo alla speranza e alla gioia. Gesù ridona la vista ad un cieco che lo supplicava. Ancora Gesù ebbe a dire: voi affaticati ed oppressi venite a me ed io vi ristorerò. Dal punto di vista economico se vivessimo nella giustizia e verità ci sarebbe un mondo assai diverso. Ciò viene ben rappresentato dal regista Rossellini nelle prime scene del film “Il Messia” allorché Gesù di fronte ai mucchi di grano sull’aia dice ai discepoli: Non ci sarà più chi naviga nell’abbondanza e chi soffre la fame se vivrete secondo il mio insegnamento. Tutt’oggi siamo a conoscenza di miracoli che Dio opera nel mondo, ma il miracolo più richiesto è che ciascuno di noi operi con professionalità ed amore. Qualche anno fa in una trasmissione televisiva di tribuna politica un giornalista ebbe a dire: Io dubito che certi politici sappiano quanto costa un litro di latte. C’è chi percepisce più di mille euro al giorno e chi non ha come comprarsi il pane. Nella lettera agli Ebrei leggiamo: uno sente giusta comprensione e compassione per gli altri vedendosi lui stesso rivestito di debolezza. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, maestro nella fede, dottore della Chiesa, a dei sacerdoti troppo severi nella confessione augurava loro di peccare perché, sperimentando in prima persona la misericordia di Dio, sarebbero stati più comprensivi e benevoli verso i penitenti. Vogliamo pregare così: O Dio, che in Gesù ci hai dato il sacerdote giusto e compassionevole verso coloro che gemono nell’oppressione e nel pianto, fa’ che tutti riconosciamo la tenerezza del tuo amore e viviamo conformi a tale insegnamento.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare