Saggezza e stoltezza. Non vogliamo sciupare la nostra esistenza, bensì riempirla di valori. In che cosa consiste l’essere saggi…, o stolti… Ci balza subito alla mente il costruire sulla roccia o sulla sabbia. È da saggi fondare la propria vita sull’ascolto della voce della nostra coscienza illuminata, sull’ascolto dei consigli di chi ci vuole bene, sulla conoscenza e pratica della Parola di Dio. È da stolti non dare ascolto a nessuna di queste voci. Non è da persona saggia vivere la separazione tra il dire e il fare; “dicono e non fanno”, lamentava Gesù di certi scribi e farisei; “parla bene e razzola male”, diciamo noi di persone incoerenti; non è da saggi separare la preghiera dalla vita, “credono di essere graditi a Dio a forza di parole, ma il loro cuore è lontano dal bene”, e Dio ne ha nausea. IL “non vi conosco”, detto alle 5 vergini stolte, è il “non vi ho mai conosciuto” detto a quelli che non hanno vissuto onestamente, che nella vita non si sono impegnati perché la giustizia fosse praticata da tutti, che non hanno amato, che non hanno aiutato chi era in necessità, come ci ricorda l’evangelista Matteo al capitolo 25.
Vegliare, vigilare
Vigilare è usufruire saggiamente dei vari beni: la salute, la famiglia, il lavoro, lo svago, l’amicizia, la fede, avendo ben chiara la gerarchia dei valori. La vita non è solo lavoro, né solo svago, né solo salute; non “basta la salute”, se poi la si usa male. Non è valore assoluto un familiare o un amico. Giobbe ci è di esempio in tutto questo, allorché in breve tempo gli vennero a mancare tutti questi valori. Sì, sono tutti valori meravigliosi, ma pur sempre relativi; e se noi ne abbiamo fatti dei valori assoluti, venendoci a mancare, saremmo degli infelici; a che è servita la nostra vita…? “Stolto, questa notte morirai”! Vivere con una speranza Gesù è morto ed è risuscitato; così sarà di noi. Vivremo con e come Lui per una eternità beata, senza più alcun male, se nella vita avremo operato bene. Chi invece avrà agito male, operando male fino in fondo, avrà lui stesso scelto una eternità infelice. C’è quindi bella differenza dall’essere saggi o stolti, dall’aver conosciuto Gesù o meno. Facciamone tesoro e ringraziamo il Signore che ci illumina e ci aiuta a vivere meglio.
Nicola Fiscante, sacerdote, San Sperate