NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
17
Fri, Apr

XII Domenica (anno liturgico A) Quale il nostro distintivo

Il Vangelo della Domenica
Aspetto
Condividi

La sofferenza prima o poi bussa alla porta della nostra vita. Dispiace più che mai se è procurata dagli uomini e chi la subisce è innocente. La persecuzione ordinariamente colpisce i giusti proprio in quanto tali, perché la loro vita e la loro parola sono di rimprovero a chi non ama la verità, non pratica la giustizia, calpesta la dignità delle persone. Il profeta Geremia e Gesù ne sono un chiaro esempio; si diceva a loro riguardo: “Togliamolo di mezzo, perché con la sua vita e le sue parole ci è di continuo rimprovero per le nostre azioni”. Giovanni Battista, che proprio il 24 giugno festeggiamo, predicando che la legge morale valeva anche per il Re Erode, venne imprigionato; Erodiade poi chiese che venisse anche ucciso. I persecutori però possono uccidere la persona ma non cancellare le idee, la verità e tutto ciò che ne segue. Ci sarà una eternità di felicità, o di pianto e stridor di denti. Gesù è risuscitato il mattino di Pasqua, vive per sempre, e nessuno potrà più fargli del male. A volte anche uomini e donne di Chiesa si son rivelati in ritardo nei riguardi della storia e hanno perseguitato i profeti di Dio. Personaggi quali Don Milani e don Mazzolari hanno lottato e sofferto in tal senso. Risulta chiaro quindi che c’è diversa sofferenza e non tutti i morti sono uguali. E’ ben diverso essere uccisi facendo e predicando il bene che operando il male. Diversa quindi anche la meta e la sorte finale: “I giusti saranno ricordati in benedizione”; e “Chi semina vento, raccoglie tempesta”. Preghiamo ed auguriamo di fare scelte giuste e sagge.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate