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17
Fri, Apr

XI Domenica ordinaria (anno liturgico A). Gesù vedendo le folle ne sentì compassione

Il Vangelo della Domenica
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Gesù vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore  È la nostra stanchezza, il nostro disorientamento, la disgregazione in atto. Si è stanchi di lottare contro mille difficoltà che amareggiano la nostra esistenza; stanchi di faticare senza risultati; stanchi di non essere presi sul serio, di non essere compresi nelle nostre aspirazioni più essenziali; stanchi di essere imbrogliati; stanchi di subire ingiustizie; stanchi di esserci troppe volte illusi dinanzi alle tante promesse; frastornati dai mille messaggi, non sapendo più a chi credere. Si è in conflitto nella propria famiglia, nel proprio ambiente di lavoro, nella stessa comunità di preghiera. A ragione quindi ci si sente smarriti. Non si distingue più la verità dall’opinione, la libertà dal libertinaggio, il bene comune dal proprio tornaconto. E nell’atteggiamento di falso rispetto per tutti, del politicamente corretto, si è istaurato il clima di “ognuno la pensa a suo modo”, “ognuno vive come crede”. Questo relativismo, ha più volte lamentato il compianto papa Ratzinger, ha fatto male alla società e alla Chiesa più che tutto il resto. Non posso non richiamare l’invito di Gesù e le diverse sue parole: “Venite a me, ed io vi ristorerò”; “La verità vi farà liberi”; “Se la vostra giustizia non supererà quella dei farisei, non entrerete nel Regno di Dio”. L’amore non si riduce al sentimento bensì sfocia nelle opere. Ciò vale oggi e sempre, si creda o meno nell’esistenza di qualcuno e di qualcosa oltre la morte. Senza subire torti e senza essere privilegiati ci sentiremo dire: Io non avevo più fiducia in nessuno e tu sei stato un amico; io ero del tutto confuso e tu mi hai fatto conoscere la verità; ero mesto, un giorno del tutto triste e avvilito e tu mi hai dato coraggio, perfino mi hai fatto ridere….; per tutti voi il Paradiso! Dal mare dobbiamo imparare ad essere sensibili al mondo che ci circonda; nessuna forma di gentilezza e di aiuto ci dev’essere estranea. Solo così saremo gli artefici di una umanità a misura d’uomo, di una Chiesa secondo il pensiero e il cuore di Cristo.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,