I farisei guardavano più all’esterno che all’interno dell’uomo; si preoccupavano cioè delle abluzioni rituali, delle posizioni da tenere in assemblea, dei vestiti adatti al momento della preghiera, delle frange dei loro mantelli, trascurando quello che deve sottostare a tutto ciò, valori più importanti, essenziali, decisivi. Valga ricordare il detto di Gesù: Il corpo è più importante del vestito. Esaminando il nostro vivere non basta evitare l’omicidio, “Non uccidere”, occorre estirpare le più piccole e nascoste radici dell’omicidio, un rancore segreto, un odio coltivato, insensibilità e durezza di cuore, sguardi e parole offensive. Se si vuole davvero il bene sia addirittura la persona offesa a muoversi e domandare per prima la riconciliazione, senza aspettare…, aspettare…, aspettare che sia l’altro a chiedere perdono del torto perpetrato.
Si parla tanto di pari dignità, pari diritti e doveri, ma domina l’egoismo a tutti i livelli procurando sofferenza nei singoli e a intere popolazioni. Gesù rimprovera duramente l’ipocrisia; oggi troppo spesso non si salva neppure l’apparenza. Il formalismo deve assolutamente risultarci insopportabile, fomentando necessarie pretese da noi stessi e dal nostro prossimo. Avendo stima dell’uomo e della donna, così come siamo fatti, dotati di intelligenza, di volontà, di libertà, di un cuore per vivere e per amare, dotati di parola per comunicarci pensieri, progetti e sentimenti, non possiamo falsare la verità e la realtà. Il bene è bene e il male è male. Il nostro parlare sia sì quando è sì, e no quando è no. Non si può essere bugiardi, tanto meno giurare il falso; anzi non bisognerebbe giurare affatto. Il giuramento si pretende allorché non ci si fida dell’altro. Gesù arriva anche al paradosso dicendo che se con qualche parte del nostro corpo volessimo fare del male sarebbe meglio privarcene, e, mutilati, vivere bene e fare del bene. Risulta più che evidente quindi che se si ha ben sviluppato l’uso di ragione di intendere e di volere, il fare bene il proprio dovere non necessita di leggi. Perciò la maturità di un popolo risulta inversamente proporzionale al numero delle leggi. Gesù tutta la legislazione la riduce ad Amare Dio e amare il prossimo. Quindi il nostro augurio e la preghiera: O Dio, donaci di conoscere le profondità della sapienza e della giustizia per godere di una vita di riconciliazione e di pace.
Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,