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17
Fri, Apr

IV Domenica di Avvento (anno liturgico A) Dio vuol aiutarci, ma senza alcuna imposizione

Il Vangelo della Domenica
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Domenica scorsa concludevo le riflessioni scrivendo: Anche con l’aiuto del Vangelo, lungo i secoli, l’umanità ne ha fatto di cammino! La pari dignità degli esseri umani ribadita con forza da Gesù:“siete tutti fratelli,(avete un solo padre: DIO)”, oggi è divenuto patrimonio universale, è il 1° articolo della carta dei diritti dell’uomo dell’ONU. Lungo i secoli quanti testimoni di bontà e di giustizia, quante organizzazioni di beneficienza, quanti Santi hanno resa più bella questa umanità e più santa la Chiesa! Resta ancora molto da fare, ma nulla è più come prima! Da credenti o atei riconosciamo che senza Gesù di Nazaret la storia dell’umanità sarebbe stata certamente diversa, non certo migliore. Continuando le riflessioni, alla luce della Parola di Dio di questa IV Domenica che precede il Natale, dico: la Nascita di Gesù, se lo vogliamo, può cambiare le sorti di ciascuno di noi e di questo nostro mondo. La Madonna Santissima due mila anni fa perché ciò avvenisse ha accettato di collaborare con Dio; la stessa cosa venne chiesta a San Giuseppe, promesso sposo di Maria. Se Dio ci chiede qual cosa è sempre per il nostro bene, per il bene di tutti. Occorre però riconoscere ed accogliere la voce di Dio che ci parla in tanti modi; per avvertirla però bisogna essere aperti alla novità; guai a pensare: non c’è mai nulla di nuovo, e voler continuare a fare come si è sempre fatto. Ad esempio il re Acaz, che pur conosceva i vari interventi di Dio nella storia del popolo d’Israele, pensava di salvare Gerusalemme fidando unicamente sulle forze umane, sulle armi, alleandosi con la Siria; ma il profeta Isaia dirà ad Acaz che Dio ancora una volta avrebbe dato un segno della sua presenza e del suo intervento per le sorti di questo nostro mondo: dalla vergine nascerà colui che sarà chiamato “Dio con noi”. A Giuseppe venne chiesto di prendere con sé Maria, promessa sposa, che era incinta per opera dello Spirito Santo; il bambino che sarebbe nato lo avrebbe chiamato “Gesù”, che significa “Salvatore”, perché “salverà il popolo dai suoi peccati”, Giuseppe fece come gli aveva detto l’Angelo del Signore, divenendo così l’ultimo anello della lunga catena delle promesse di Dio per salvarci. E se Giuseppe non fosse stato uomo giusto e uomo di fede?! Maria avrebbe corso il rischio di essere lapidata; ma, per nostra somma fortuna, sappiamo come sono andate le cose. La fede spalanca i cieli sopra di noi, dilata la mente e il cuore oltre la stanza chiusa, buia della nostra consueta esperienza. Dio ha pensato a noi, ci ha amato, e, solo per nostro amore, ha affrontato tutti i sacrifici e perfino la morte in croce. “Oh Dio beato, ah quanto ti costò l’avermi amato!” (Da “Tu scendi dalle stelle…”, il canto natalizio di S. Alfonso Maria de’ Liguori). In conclusione: Collaborando con Dio, sull’esempio della Madonna e di San Giuseppe, lo Spirito Santo trasformerà anche noi in tempio della abitazione di Dio, per farlo poi nascere nella mente e nel cuore di tanti nostri fratelli. E sarà veramente NATALE!

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate