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29
Sun, Jan

I Domenica di Avvento. La nostra storia

Il Vangelo della Domenica
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La grande tentazione di oggi, essendo un po’ tutti delusi, e direi anche amareggiati, di questa società, non attendere più nulla, lasciarsi andare, delegare ad altri l’andamento della storia. Già l’apostolo Paolo invitava a reagire ad un simile atteggiamento. Dobbiamo riacquistare il gusto della vita, vivere e parlare da suscitare appetito in chi ci incontra e si senta invogliato a sedersi alla mensa bella e magnificamente imbandita della Parola e del pane di vita operata da Gesù e da chi con saggezza e buona volontà opera bene. Da sempre gli uomini hanno desiderato un mondo migliore, con più giustizia, con più rispetto per tutti. 2000 anni fa nacque a Betlemme Gesù. Lo hanno conosciuto come “uomo giusto e santo”, “ha fatto bene ogni cosa; è passato facendo del bene a tutti ” e diceva: “imparate da me, fate come ho fatto io”. Lungo i secoli in tanti lo hanno imitato; pensiamo ai Santi e ai tanti uomini e donne che hanno agito con saggezza e retta coscienza. Quanti progressi infatti ha fatto l’umanità in ogni campo dell’agire umano e nel riconoscimento della dignità della persona! Valga a testimoniarlo quanto ha legiferato L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) nel 1948 per tutta l’umanità: Ogni essere umano ha la stessa dignità, diritti e doveri, indipendentemente dall’essere maschio o femmina, indipendentemente dalla razza, lingua, ideologia politica e religiosa. Il Vangelo ha dato un impulso formidabile per tale progresso. “Europa cristiana”, scriveva il grande e santo papa Giovanni Paolo II, “hai esportato un bagaglio di valori che è diventato patrimonio universale”. La profezia di Isaia quindi in Gesù e con Gesù si è realizzata. Troppe cose non vanno bene nel mondo, c’è troppa sofferenza e morte causate da un certo modo di impostare la vita da parte di tante persone; e tutti stiamo male. Non possiamo però, non dobbiamo assolutamente arrenderci. Agire bene con professionalità, con coscienza e anche con amore si è luce, sale e fermento perché tutto vada meglio per tutti. Dopo quel Venerdì santo e il mattino di Pasqua Gesù ci assicura che vivendo così ci sarà anche una eternità beata per una vera vita senza più alcun male o sofferenza alcuna. Ringraziamo Gesù di tutto ciò e facciamo tesoro del suo insegnamento!

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate