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Mon, Nov

Cristo Re. Non una forma di governo ma un modo di vivere

Il Vangelo della Domenica
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Eravamo negli anni 1920 – 30, in Europa e nel mondo le cose non andavano bene. Problemi per i singoli individui, per le famiglie, per la società.  Papa Pio XI l’11 febbraio del 1925 con l’Enciclica Quas primas istituisce la festa di Cristo Re, indicando Gesù e il suo insegnamento a nostra guida. Non si tratta di forme di governo, ma a chi e a quali verità e principi morali ispirarci. Cosa ci dice Gesù. Dopo la moltiplicazione dei pani, operata da Gesù, la folla, che aveva mangiato e si era saziata, voleva rapirlo per farlo “RE”, pensando così di risolvere i tanti problemi economici. Ma era ben altro l’insegnamento del Redentore; Gesù accetterà il titolo di “RE” dinanzi a Pilato, dopo la notte del Getsemani, avendo il volto sfigurato dalle percosse e dagli sputi, e sulla croce, allorché uno dei ladroni lo invoca: “ricordati di me quando sarai nel tuo regno”. Notiamo in Gesù un’autorità morale, una dignità che fece impressione a Pilato, al Sommo Sacerdote e allo stesso Erode. “IO SONO RE, per questo sono nato, per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla parte della verità ascolta la mia voce”. Al ladrone crocifisso e pentito delle sue malefatte Gesù dirà: “Oggi stesso, sarai con me in Paradiso”.  La sera del Giovedì Santo aveva detto ai discepoli: “Mi chiamate MAESTRO e SIGNORE, e dite bene, perché lo sono; se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato a voi i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri; vi riconosceranno per miei discepoli se vi amerete come io ho amato voi”. In queste poche parole del Giovedì e Venerdì Santo vediamo chi è Gesù, chi siamo noi, cosa sarà di tutti noi. Gesù è Dio che si è fatto uomo; vero uomo, in tutto simile a noi, tranne che nel peccato; è il primo nella verità e nell’amore; nessuno mai ha parlato bene come Lui, nessuno ha amato come Lui; è nostro modello in tutto: “come ho fatto io, fate anche voi”.  E’ il primo dei risorti e ci assicura una vita bella per l’eternità: “vado a prepararvi un posto, perché dove sono io, siate anche voi”. Noi saremo nel suo REGNO di verità, di giustizia, di amore e di pace, beati per l’eternità, se avremo vissuto secondo il suo insegnamento. E chi non ha avuto fede?  Sarà ugualmente beato per sempre, se nella vita avrà operato bene come è iscritto nella coscienza di ciascun uomo e donna al mondo in grado di intendere e dio volere.                       

Fiscante, sacerdote redentorista, San SperateNicola padre Nik