A Cana di Galilea, scrive l’evangelista Giovanni, Gesù manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. In questo tempo natalizio abbiamo avuto modo di riflettere che Dio facendosi uomo si è reso visibile, da far dire a Gesù: “Chi vede me vede il Padre”. C’è un’insistenza degli evangelisti sulla verità che Dio si è rivelato e ha compiuto dei prodigi perché credessimo che Gesù è il figlio di Dio e credendo realizzassimo la salvezza. La fede non è un’emozione o qualcosa di irrazionale, ma un fatto di verità che va conosciuta e vissuta. Trovandoci a dibatterci in momenti e situazioni difficili, in un “mondo vecchio e intorpidito”, non venga meno il nostro coraggio di poter essere quelli che siamo, “mirabili nella creazione e ancor più mirabili nella redenzione”. Dio si è fatto come noi per farci come lui; Gesù si è rivelato il più bello dei figli degli uomini e ne è divenuto il modello: Imparate da me, fate come ho fatto io. L’apostolo Paolo, rifacendosi alle varie membra del corpo umano, richiama la comunità dei credenti e l’intera società a svolgere ciascuno bene il suo ruolo, e il tutto nella vita si realizzerebbe al meglio, proprio come le membra nel nostro corpo. Quindi nulla di utopistico, ma è possibile realizzare l’esistenza umana quale festa di nozze. Notiamo che il Cristo non rinnega le rare e piccole gioie della vita, piuttosto le avvalora e le carica di un significato ben più ampio, che ci ricordino la felicità definitiva e ci aiutino a sostenere il peso delle difficoltà presenti. Il primo miracolo Gesù l’ha operato ad una festa nuziale perché fosse davvero festa e nulla vi mancasse per la gioia. L’amore tra un uomo e una donna esprime la realtà più grande e affascinante dell’universo da significare anche l’amore di Dio per ciascuno di noi e l’umanità intera. Così i profeti descrivono il rapporto del popolo con Dio; Gesù si rivelerà come lo sposo dei viventi ora e per l’eternità. La sua e nostra sorte eterna Gesù la raffigura ad un banchetto; nell’ultima cena con i suoi con la coppa di vino tra le mani dirà: Io non berrò più di questo succo della vite, fino a che lo berrò nuovo nel Regno di Dio. Per l’oggi diversi e preziosi sono i servizi, diverse e preziose sono le attività nella società e nella comunità dei credenti se sempre si integrano per il bene dei singoli e della collettività, precisamente come le varie membra del nostro corpo. Questo di bello ha fatto Dio creandoci, questo ha voluto rifare Dio di meraviglioso salvandoci. Gesù nasce da Maria, Maria interviene alle nozze di Cana, sarà presente alla Pentecoste, non è assente nella vita di tutti noi.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate
II Domenica ordinaria (anno liturgico C) Potremmo e dovremmo far festa
Aspetto
- Font Size
- Default
- Modo Lettura