Io ho bisogno di te …L’uomo e la donna necessitano di comunione, sono di mutuo sostegno, han bisogno l’uno dell’altra per dare origine ad una vita. Un uomo da solo cosa fa? Cosa fa una donna da sola? Anche la diversità nel corpo richiama complementarietà e apertura alla vita; i seni nella donna sono in vista del nutrimento di una nuova creatura. Molto significativamente nel rito del matrimonio gli sposi, riconoscendosi dono l’uno per l’altro, si dicono: “accolgo te come mio marito”, “accolgo te come mia moglie”. Comprendiamo anche la ricchezza dell’espressione biblica: “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò”. Gesù ci ha rivelato che Dio non è solitudine, solitario, ma comunione di tre Persone che si vogliono bene, che ci vogliono bene. In Dio c’è comunione di amore, di collaborazione, di sapienza; Dio fece bene ogni cosa e si è fatto uomo per salvarci. Noi, creati a immagine e somiglianza di Dio, realizziamo il progetto originario del Creatore vivendo come Lui. L’amore di Dio non è a tempo, o a termine, è amore eterno nella Trinità e verso di noi. Nel matrimonio amarsi per tutta la vita, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, sull’esempio di Gesù che ha dato la vita per noi, dovrebbe essere la via e la meta ordinaria. In tal senso parliamo di “Sacramento”. Stare insieme e amando come Dio ama riconosciamo che il matrimonio e la famiglia sono un bene sommo da custodire, da coltivare, per cui pregare. La buona volontà dei coniugi e la grazia del Signore vengono in aiuto alla umana debolezza. Il nostro pensiero e la nostra preghiera vanno anche alle famiglie e alle persone per le quali le cose non sono andate bene; con un po’ di buona volontà, con l’impegno di ciascuno e la grazia di Dio il tutto si risolverà per il meglio. Nella lettera agli Ebrei ci viene ricordato che tra Gesù e noi i rapporti non sono estranei: “Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono da una stessa origine e si chiamano fratelli”. “Siamo divenuti figli col Figlio”, “Ci chiamiamo figli di Dio e lo siamo realmente”. Viviamo dunque da figli e da fratelli e tutto sarà davvero più bello.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate