I simboli indicano appartenenza…, non garantiscono bontà e verità… Potrebbe capitare anche a noi di avere l’atteggiamento dell’evangelista Giovanni e di Giosuè di dare cioè eccessiva importanza al distintivo o gruppo di appartenenza per chi opera il bene anziché alla persona in se stessa, al bene in quanto tale. La verità e il bene invece vanno riconosciuti ed accolti sempre, al di sopra di qualsiasi provenienza o distintivo. Chi comunica verità, chi aiuta i bisognosi, chi sostiene i deboli, chi conforta i disperati, chi esercita l’accoglienza, chi promuove l’amicizia e la pace, costui non solo opera bene, molto bene, fa progredire la società, è un benefattore dell’umanità; e, se anche a sua insaputa, lavora con Dio e Dio con lui. Guai invece a chi fa del male agli altri, specie se indifesi. Il bene e il bene comune sono al di sopra di tutto e di tutti, e nulla gli va anteposto. Ad esempio non si può anteporre un proprio familiare alla verità e alla giustizia; cioè non è lecito testimoniare il falso in difesa di una persona cara, fosse anche il papà, la mamma o chiunque altro. Gesù, perché non ci siano equivoci, giunge a dire come paradosso che se con la mia mano dovessi fare del male sarebbe stato meglio che io fossi monco e vivere bene; dicasi altrettanto per ogni altra parte del corpo. I Santi sono amati, venerati, spingono al bene credenti e non credenti, perché hanno amato, son vissuti bene, han fatto del bene. Oggi, ultima Domenica di Settembre, a Frosinone è la grande festa di San Gerardo Maiella. Gerardo riunisce tanti suoi devoti, perché è stato appassionatamente innamorato di Gesù e del prossimo. Ha voluto bene ed ha fatto del bene a tutti, sani ed ammalati, buoni e peccatori, laici, sacerdoti, suore. “Io, diceva, amerò tutti e mi adopererò per la salvezza di tutti, con l’intensità con cui amerei una persona sola se essa fosse l’unica al mondo”. Gerardo diceva ancora: io me la scialo nell’immensità del mio caro Dio. Che insegnamenti …, quale esempio! Vogliamo vivere a questa scuola e pregare così:
Signore Gesù, effondi il tuo spirito su di noi perché a tutti i popoli della terra con le parole e con le opere possiamo annunciare le meraviglie del tuo amore.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate