Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi, dice Gesù. Ma perché un comandamento sull’amore?! L’amore non è qualcosa di connaturale, spontaneo, istintivo, slancio vitale?! Il bene non attrae per se stesso, come la calamita attrae il ferro, l’acqua chi ha sete, il giocattolo il bambino?! Perché comandare di amarsi?! Se si comanda l’amore nel modo e nella misura, lo si fa perché siamo bersagliati da pseudo-valori e potremmo lasciarci abbagliare, potremmo lasciarci condizionare dalle circostanze, dall’umore, dallo stato psicologico. Frasi quali: “Lo faccio se mi sento, quando mi sento; se mi va, quando mi va”, le abbiamo almeno qualche volta sentite pronunciare da altri, se non addirittura le abbiamo dette anche noi. E questo non dovrebbe mai accadere! I Comandamenti di Dio ci indicano la direzione per non sbagliare; il bene e l’amore diventano un dovere incondizionato per il bene proprio e degli altri. Esplicitando ulteriormente il concetto, diciamo che noi essendo volubili potremmo stancarci e, già domani, non amare più, trascurare il bene. Prevedendo quindi situazioni difficili, discutibili, ci si vincola per il bene. Dalla letteratura, dagli studi fatti da ragazzi, ricaviamo un esempio molto illuminante al riguardo. Ricordiamo quanto Ulisse amasse sua moglie Penelope e la sua Itaca; e voleva a tutti i costi ritornare a casa. Prevedendo però che nell’attraversare un tratto di mare abitato dalle Sirene sarebbe rimasto ammaliato dal canto delle Sirene, e avrebbe facilmente fatto naufragio, si fece legare dai marinai all’albero della nave, ordinando loro di non slegarlo per nessun motivo al mondo, anche se lui li avesse scongiurati di farlo. Passato il momento critico della seduzione, Ulisse fu ben lieto di aver fatto ricorso a quello stratagemma per non soccombere; rimase in vita e in rotta verso il suo focolare. È significativa anche l’espressione “amore con-iugale”, cum jugum , amore col giogo che tiene uniti per meglio realizzare i valori della famiglia. Dobbiamo però amaramente riconoscere che troppo spesso non si prendono le dovute precauzioni nei riguardi dell’amore, della droga, l’alcool, il gioco; e vanno in rovina persone, famiglie, società. Il dovere rimane attuale ogni giorno, indipendentemente dal proprio umore. Una mamma ad esempio che ama la famiglia, la mattina si alza ad accudire i bambini anche se la notte non ha chiuso occhio e non avrebbe alcuna voglia di alzarsi. Ricordiamo che Dio insieme al Comandamento ci dà la grazia per osservarlo. “Dio non comanda cose impossibili; e, se dovessero sembrare tali, dà la grazia perché siano possibili”. (S. Agostino) Chi mi libererà da questo mio corpo votato alla morte?, gridava l’apostolo Paolo; si sentì rispondere da Gesù: Ti basta la mia Grazia! Sia così per tutti! A M E N !
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,