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17
Fri, Apr

VII Domenica del tempo ordinario. “Occhio per occhio …” e “Porgigli l’altra guancia …”, Non fraintendiamo…

Il Vangelo della Domenica
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La norma biblica Occhio per occhio, dente per dente, detta legge del taglione, al contrario di quel che normalmente si pensa, era una disposizione in certo modo benefica; tendeva infatti a mitigare e regolare la vendetta che anticamente era implacabile, illimitata, feroce. La legge del taglione veniva a porre un limite, un freno all’istinto vendicativo dell’uomo, introducendo il principio della proporzionalità: dente per un dente, occhio per un occhio, piede per un piede. Gesù, invece, dice che non bisogna vendicarsi affatto, ma con amore far capire a chi ti ha offeso il suo sbaglio. In giurisprudenza si insegna che il migliore interprete della legge è lo stesso legislatore; Gesù quindi fa al nostro caso. Quel Venerdì Santo Gesù dinanzi al sommo sacerdote Anna, che lo interrogava sulla sua dottrina e i suoi discepoli, rispondendogli che Lui aveva parlato e insegnato sempre apertamente e mai aveva detto nulla di nascosto e tutti sapevano ciò che Lui aveva detto, da una delle guardie presenti ricevette uno schiaffo, Gesù non mostrò l’altra guancia, ma, rivolto alla guardia, aggiunse: “ Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; se ho parlato bene, perché mi percuoti ? ”. Tutti ammutolirono e Anna rimandò Gesù a Caifa. Già il Levitico, dell’Antico Testamento, dava preziose indicazioni: “Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui”.
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori scriveva: “Nei processi, mai offendere ed umiliare l’avversario; l’avversario deve capire che tu non ce l’hai contro di lui, ma vuoi che si affermi la giustizia e la verità”. Anche Dio corregge i suoi figli, come leggiamo nella Lettera agli Ebrei:
“Dio vi tratta come figli; e qual è quel figlio che non è corretto dal padre? Certo, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia. Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama”. (Lettera agli Ebrei 12,6-7)

In conclusione
Come per ogni opera letteraria, anche per la Bibbia il significato di una frase lo si ricava da tutto il contesto dell’opera; valga come esempio il significato di “facciamo quattro passi ”, volendo intendere prendere una boccata d’aria - fare un breve passeggio.
La storia e la Parola di Dio ci insegnano che il male non lo si vince col male, ma vinceremo il male col bene, e la Verità ci farà liberi.
Facciamone tesoro! A M E N.

Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista,