Si svolgerà ad Iglesias, ospitata dall'Associazione “Pro Loco”, presso il Chiostro di San Francesco - con accesso da via Crispi, 13 - la prossima iniziativa del Comitato Riconversione Rwm. Si tratta di cinque giornate durante le quali verrà esposto il grande arazzo “Stelle e Conflitti”, realizzato in due esemplari, dalle tessitrici di Nule (SS), su progetto dell'artista veneta Sarah Revoltella.
Una delle due copie sarà esposta fino al 24 novembre a Venezia, in occasione della Biennale di Arte Contemporanea. L'altra girerà la Sardegna.
L'opera, di altissimo pregio artigianale e artistico, è stata finanziata dal Comune di Nule per il suo valore sociale, come impegno a promuovere la pace nel mondo a partire da un lavoro collettivo che ha coinvolto numerose artigiane e buona parte del paese. Dopo tanti anni, è stato rimesso in funzione un grande telaio praticamente abbandonato nei vecchi locali dell'ISOLA e si è realizzato un prodotto in lana di pecora, colorata con tinture vegetali, che parte della tradizione ma guarda al futuro. Un futuro che si vorrebbe libero dagli spettri e dalle crude realtà delle tante guerre che dilaniano il mondo.
L'idea prende spunto dalla ricerca di uno scienziato della NASA che ha rilevato una corrispondenza tra la posizione dei buchi neri nella spazio e i conflitti sulla terra. Grazie alla creatività dell'artista, ne è scaturito un progetto che è insieme di promozione territoriale - anche economica - e di sensibilizzazione alla pace.
Oltre all'arazzo, sarà esposta anche l'opera multimediale “Io combatto”, della stessa autrice, composta da una serie di performances avvenute contemporaneamente in sei diversi paesi del mondo. Per Sarah Revoltella “L'artista è un soldato in prima linea che va contro la guerra, qualsiasi sia la sua espressione artistica.”
Due eventi apriranno e chiuderanno la mostra:
- giovedì 30 maggio – ore 17:30 – saletta al piano terra di Via Crispi, 13
• proiezione della trasmissione << FUORI TG “Armi: c'è chi dice no” >> del TG3 nazionale, nel quale si descrivono sia la posizione del Comitato rispetto alla questione delle bombe prodotte nel Sulcis-Iglesiente, sia il progetto dell'arazzo.
• lettura teatrale di Nicoletta Pusceddu
• interventi di Sarah Revoltella, Cornelia Isabelle Toelgyes (v.direttrice Africa Express), Comitato Riconversione, altri invitati.
- lunedì 3 giugno – dalle ore 18:00, sempre nei locali di via Crispi:
• presentazione del libro “Siria: una guerra contro i civili” di Massimo Toschi e Michele Zanzucchi, ed. Cnx – Interviene l'autore Massimo Toschi, già Assessore alla Pace e al Perdono della regione Toscana.
• Tavola Rotonda sul ruolo dell'arte e dell'artigianato nei processi di sviluppo, con:
Maria Gabriella Lay (ex dirigente dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro – ONU -), Sarah Revoltella, Efisio Carbone (direttore del Museo di Arte Contemporanea di Calasetta), Massimo Toschi e Stefano Usai (presidente della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche dell'Università di Cagliari).
• Contributo musicale di Mauro Palmas (compositore e polistrumentista)
INGRESSO LIBERO – PROGRAMMA DETTAGLIATO ALLEGATO
Il Comitato è fortemente convinto del ruolo attivo che l'arte e l'artigianato possono avere nel processo di conversione verso uno sviluppo pacifico e sostenibile e ha colto con entusiasmo la possibilità di valorizzare e diffondere l'impegno di artisti validi come quelli coinvolti in questa ed in altre iniziative del nostro gruppo, fortemente motivati a dare il proprio contributo per migliorare il mondo.
La produzione di armamenti fa certamente “girare” l'economia ma a quale prezzo? Sangue, morte, distruzione. Per il momento accade a migliaia di chilometri di distanza da noi ma domani, chissà?
Pensare di fare del bene al nostro territorio producendo danni irreparabili in altri, anche se lontani, è qualcosa che fa inorridire. E' un pensiero fortemente contrario a qualsiasi morale ma anche alla visione del mondo che scaturisce dagli studi economici più avanzati: non si cresce se non insieme, possiamo stare meglio noi, solo se stiamo meglio tutti. Siamo tutti interdipendenti.
Non agendo o addirittura agevolando l'industria delle armi, si caricano sulle spalle dei lavoratori pesi più grandi di loro mentre sarebbe compito della politica creare le condizioni per uno sviluppo armonico, anche ponendo limiti alle attività economiche più aggressive verso l'ambiente e verso la vita e la dignità delle persone e sostenendo attivamente le iniziative economiche territoriali più pacifiche e sostenibili per l'ambiente.