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Cabras. Domani la prima delle due giornate dedicate all’archeologia in Sardegna. Le straordinarie scoperte a Mont'e Prama

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Inizia domani a Cabras, presso il centro funzionale, l’evento articolato in due giornate dedicate allo stato dell’archeologia in Sardegna e alle sue prospettive di valorizzazione a livello internazionale. Si tratta del primo appuntamento di una lunga serie che condurranno alla seconda edizione di Archeologika il cui evento pubblico si svolgerà nel mese di settembre a Cagliari nei suggestivi spazi del Bastione di Saint Remy. Il progetto, pensato dall’assessorato del Turismo della Regione Sardegna per promuovere l’immagine della Sardegna e del suo immenso patrimonio archeologico in Italia e all’estero, è diventato in un solo anno un punto di riferimento per studiosi ed esperti del settore, un luogo di incontro, di suggerimenti, di scambio e di elaborazione di idee.
E con questo spirito si apre la manifestazione di Cabras, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama proprio con la collaborazione dell’Assessorato regionale del Turismo. I momenti congressuali dei due giorni, per stessa ammissione del presidente della Fondazione, Anthony Muroni, rappresentano una sorta di cerniera fra istituzioni pubbliche, mondo della ricerca, associazioni, soggetti privati e operatori culturali per azioni comuni e non più disarticolate: “In quest’ottica vanno letti i quattro diversi momenti congressuali di questi due giorni”.
Si parte domani, venerdì 4 marzo, alle ore 15.30, con un workshop che vedrà la partecipazione di alcune società di gestione dei siti e dei luoghi della cultura della Sardegna. Un’occasione per illustrare buone pratiche, avanzare proposte, individuare percorsi strategici nella gestione dei siti, non ultima la creazione di accordi di rete e la collaborazione tra i siti nel panorama regionale. Introduce i lavori Anthony Muroni (Presidente della Fondazione Mont’e Prama). Intervengono Salvatore Rubino dell’Università di Sassari che17.30 parlerà anche della ricostruzione del viso di un inumato e dello studio degli scheletri rinvenuti a Mont’e Prama, Cristiano Erriu (Direttore del Centro Servizi per le Imprese), Sara Fadda (Società di Gestione Sémata Società Cooperativa) e Miriam Spano (Società di Gestione Barlares s.a.s).
Il fascino misterioso dei Giganti, nello stesso luogo che li ha resi ormai mitologici, è il protagonista del secondo appuntamento della giornata. Alle ore 17.30, gli studiosi Salvatore Rubino, Luca Bonoroli, Raimondo Zucca e Vittorio Mazzarello animeranno il seminario dal titolo “Bioarcheologia a Mont’e Prama, un approccio multidisciplinare”. Si parlerà delle attività che il gruppo internazionale coordinato da Salvatore Rubino (Università di Sassari) ha svolto in campo bioarcheologico in diversi siti della Sardegna: la cripta di Castelsardo con le mummie e i morti di peste, i parassiti delle latrine dell’800 nel palazzo ducale, i prigionieri austro ungarici, i morti di colera nell’isola dell’Asinara. E poi, ancora, il rilevamento del contenuto di vasi nuragici con metodiche di studio del Dna. Un altro momento particolarmente interessante è rappresentato dall’attività svolta dal gruppo proprio a Mont‘ e Prama con la ricostruzione del viso di un inumato e lo studio degli scheletri rinvenuti nel sito archeologico, appartenenti prevalentemente a giovani con un Dna simile a quello dei sardi moderni con geni presenti già dal neolitico in poi.

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