NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
08
Fri, May
0 Nuovi articoli

Dolianova. Da domani al 3 agosto va in scena la nuova produzione della Compagnia Salto del Delfino.

Eventi Manifestazioni
Aspetto
Condividi

Il teatro di Shakespeare torna a riecheggiare tra le mura di Villa de Villa a Dolianova: da mercoledì 31 luglio a sabato 3 agosto va in scena "Questa non è la morte" (ispirata ad Amleto) la nuova produzione della Compagnia Salto del Delfino, da dieci anni impegnata nello studio e approfondimento dell’opera firmata dal più illustre drammaturgo e poeta inglese.
In scena, per l’occasione, ci saranno Nicola Michele (che firma anche la regia), affiancato dalle allieve attrici del Laboratorio di Formazione alle Arti Sceniche del Salto del Delfino Giulia Cara, Silvia Locci, Ylenia Marras e Giubba Niedda. La fisarmonica di Ivana Busu (impegnata anche con gli effetti elettroacustici), farà da colonna sonora alla rappresentazione, mentre il video mapping, le scene, le luci e l’audio saranno curate da Emanuele Mocci. I costumi, infine, sono a cura del Laboratorio della compagnia di Dolianova.
Nelle date del 31 luglio, 1 e 2 agosto lo spettacolo inizierà alle 21.30, mentre nella data di sabato 3 agosto avrà inizio alle 21.15.

L’OPERA - L'inganno risulta essere una delle chiavi di lettura dell’opera “Questa non è la morte", tratta da "Amleto" di W. Shakespeare; la vulnerabilità e la prepotenza caratterizzano svariati passi della tragedia. Amleto riflette profondamente sull'angoscia del proprio vivere e catapulta lo spettatore nell'eterno "essere o non essere". La mossa dello zio Claudio pone in scacco matto Re Amleto: in un attimo gli ruba il trono e la moglie. L'orfano Amleto (in qualche modo anche della madre Gertrude) si perde nelle parole pronunciate dallo spettro di suo padre e sente, fingendosi pazzo, la voce che chiama vendetta. Colei che ha il coraggio di lasciare questa terra è Ofelia: l'amore della giovane per Amleto, sembra non essere corrisposto dal principe di Danimarca, che la invita a chiudersi in convento. In una spirale di risentimento, Laerte (istigato da Claudio) sfiderà a duello Amleto per vendicare la morte di sua sorella Ofelia. Nell'adattamento scenico si evidenzia l'irruzione del teatro nel teatro mediante la tragedia di Gonzago: La Scalcagnata Compagnia delle Arti Distratte viene "diretta" da Amleto per portare in scena al Castello di Elsinor una pantomima che richiami esplicitamente l'assassinio di Amleto il vecchio: gli attori faranno il possibile per cercare di distrarre il Principe dai suoi dolori. L'amore per Ofelia, la rabbia per la madre e il desiderio di vendetta nei confronti dello zio Claudio, condurranno i presenti nel mondo onirico di Amleto, ricco di suggestioni.

IL LUOGO - La casa padronale di Villa de Villa, ubicata nel centro storico del paese, fu realizzata nel corso dell'Ottocento in perfetto stile neoclassico, così come altri edifici della stessa epoca che si diffusero in tutta la Sardegna per mano di architetti provenienti dal resto d'Italia. La realizzazione del palazzo risale al 1869, come documentato da un'iscrizione ubicata nel retro dell'edificio, e presenta elementi stilistici assimilabili al linguaggio dell'architetto Gaetano Cima (Cagliari, 1805 - Cagliari, 1878), considerato uno dei massimi esponenti dell'architettura in Sardegna. La villa, voluta dal Marchese de Villa e passata poi al Signor Petretto, mostra una canonica impostazione architettonica resa dal prospetto principale, caratterizzato dalla simmetria della facciata, da cornici e lesene, dagli intonaci a finto bugnato e dal belvedere. Andata quasi in totale rovina agli inizi degli anni '60 del secolo scorso, fu acquisita dal Comune di Dolianova negli anni '80, con l'obiettivo di dar seguito alla volontà dell'amministrazione di predisporre il recupero del bene attraverso un intervento di tipo conservativo che ne restituisse l'antico splendore, riconsegnando la villa e l'area di pertinenza alla comunità di Dolianova.

LA COMPAGNIA - La cooperativa sociale “Salto del Delfino” si propone di valorizzare e convogliare le innumerevoli risorse culturali presenti nel territorio del Parteolla nel quale opera da oltre dieci anni. Fondata nel 2002, la compagnia svolge la propria attività di produzione e distribuzione di spettacoli teatrali e conduzione di percorsi di educazione al teatro e laboratori espressivi nell'ambito del teatro sociale e della teatroterapia. Da anni rivolge le sue energie al teatro per l'infanzia e al teatro contemporaneo presentando i propri spettacoli presso le scuole di vario ordine e grado, nei comuni, biblioteche, centri di aggregazione sociale e vari enti pubblici e privati. La direzione artistica si snoda in un percorso di ricerca espressivo che contempla i vari linguaggi performativi: dal teatro alla danza, alla clownerie, con la commistione di impianti visuali e sonorità e che richiamano caratteri antropologici e elementi naturali. Alla base dei propri lavori vi sono molto spesso le scritture originali e una continua sperimentazione sul gesto e sul movimento. La direzione artistica è affidata a Nicola Michele, formatosi presso la Civica Scuola d'Arte Drammatica di Cagliari e specializzatosi presso la Scuola di Formazione Triennale di Teatro e Teatroterapia diretta da Walter Orioli a Milano, e presso la Biennale di Venezia con il Maestro argentino Ricardo Bartis. Forte dell’esperienza maturata sul territorio, la Compagnia vuole coinvolgere le risorse umane e paesaggistiche all’insegna di una maggiore visibilità e attrattività turistica. Salto del Delfino nel 2011 debutta al Fringe Festival di Edimburgo con lo spettacolo "Masses Man", coproduzione con Theandric Teatro Nonviolento. Nel 2014 è ospite al Festival OFF di Avignone con lo spettacolo di Fiore "Le prince et la rose", che viene successivamente proposto in Corsica nel 2016 a cura dell'Ufficio Municipale del Turismo di Bonifacio. Lo spettacolo della compagnia "Il principe e la rosa" è stato proposto in lingua inglese al Kampala International Theatre Festival del 2017 in Uganda.

Nicola Michele: attore, drammaturgo, regista teatrale e operatore in teatroterapia, socio della Federazione Italiana di Teatroterapia dal 2007. Si diploma come attore nel 1995 presso la “Civica” Scuola d’arte drammatica di Cagliari e successivamente approfondisce la preparazione specializzandosi in Teatroterapia a Milano nel 2006 e seguendo i corsi di alta formazione per l’attore presso la Biennale di Venezia nel 2010 e 2011. Ha frequentato i seminari con Rena Mirecka, Opera di Pechino, Akroama, Alkestis, Eugenio Barba, Ascanio Celestini, Marcello Isidori, Francesco Origo, Fibre Parallele, Ricardo Bartis, Marigia Maggiopinto, Bogdan Renczynski, Walter Orioli, Arturo Cirillo, Roberto Rustioni.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna