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Cagliari. Cronache Regionali del 18-luglio due arresti e quattro denunce

Cronaca Regionale
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Cagliari. Cronache Regionali del 18-luglio

A Quartu Sant’Elena, carabinieri della “Stazione Temporanea” di Flumini di Quartu, unitamente a personale della Sezione Radiomobile della locale Compagnia, hanno tratto in arresto per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale nonché per il porto di armi o oggetti atti ad offendere un 25enne del luogo, disoccupato, con precedenti di polizia. I militari operanti sono intervenuti a seguito di una richiesta di privati cittadini tramite utenza 112. Questi si trovavano in Viale dell’Autonomia Regionale Sarda dove era stato loro segnalato un giovane intento a lanciare sassi verso le autovetture in transito. A seguito dell’immediato intervento delle pattuglie dell’Arma, il giovane, nel tentativo di sottrarsi all’identificazione, si è scagliato contro i militari, brandendo un coltello da cucina al fine di farli desistere, prima di essere disarmato e immobilizzato. La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire nella disponibilità dell’agitatissimo interlocutore altri due coltelli da cucina e un coltello a serramanico. Nell’occorso nessuno ha riportato lesioni. I coltelli sono stati sequestrati e debitamente custoditi in attesa di essere versati presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale di Cagliari. L’arrestato al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida fissata per la mattinata di domani

Intorno alle 21:30 ad Uta, i carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale un 40enne residente ad Assemini, disoccupato, già gravato in passato da diverse denunce. Questi, attorno alle ore 19 precedenti, dopo aver minacciato dei passanti con una bottiglia di vetro, aveva inveito contro gli operanti, intervenuti su richiesta pervenuta alla centrale operativa da parte del fratello dello stesso esagitato, che temeva che il prossimo congiunto potesse combinare qualcosa di grave. Inizialmente l’uomo si dimostrava collaborativo salvo poi andare ancora in escandescenze e prendere a minacciare i militari, lanciando loro diversi oggetti metallici tra cui una trave di ferro da 25 kg. I carabinieri si vedevano costretti pertanto, dopo vari tentativi di ricondurlo alla calma, all'utilizzo del noto dispositivo spray a base di “oleoresina capsicum”, in maniera da immobilizzare e rendere inoffensivo quel difficile interlocutore con i minori danni possibili. Nel corso dell'identificazione in caserma l'uomo veniva riconosciuto per struttura fisica ed abbigliamento, quale probabile autore dell’atto dimostrativo contro il palazzo di giustizia di Cagliari avvenuto nella mattinata di ieri, col lancio di una piccola bottiglia incendiaria contro la facciata dell'edificio. Il quarantenne che è in cura presso il CSM di Assemini, già in altre circostanze si era reso protagonista di atti incomprensibili, irrazionali e violenti, come quando il 20 maggio scorso dopo aver danneggiato a San Sperate sulla pubblica via una macchinetta per la distribuzione di cibi e bevande, era riuscito a scavalcare il muro perimetrale della locale Stazione carabinieri danneggiando poi quattro autovetture sia di proprietà dei militari che di servizio. Sono in corso ulteriori accertamenti di riscontro in merito alle responsabilità dell’arrestato in ordine al lancio dell’oggetto incendiario.

A Villaputzu i carabinieri della locale Stazione, a seguito d’indagini scaturite dalla querela contro ignoti presentata da una 36enne casalinga del luogo, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per truffa aggravata, una 42enne di Castel Volturno e una 66enne ucraina residente a Giugliano di Campania. Le due donne spacciandosi per agenti assicurative, dopo essersi fatte accreditare dalla querelante la somma di euro 200,00 (duecento/00) quale corrispettivo per la stipula di una polizza assicurativa R.C.A. relativa all’autovettura della donna, le inviavano un contratto assicurativo falsificato che la faceva incorrere, durante un controllo da parte di una pattuglia di militari dello stesso comando Arma procedente, nella sanzione prevista dall’art. 193/2 del c.d.s. (guida senza copertura assicurativa). A fronte delle rimostranze della donna sanzionata i militari ricostruivano la vicenda con l’ausilio anche dei colleghi campani sino ad identificare le autrici del raggiro. Come sempre avventurarsi in contrattazioni telematiche con persone sconosciute si rivela molto spesso pericoloso.

A Villaputzu i carabinieri della locale Stazione, a seguito d’indagini scaturite dalla querela contro ignoti presentata da una 36enne casalinga del luogo, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per truffa aggravata, una 42enne di Castel Volturno e una 66enne ucraina residente a Giugliano di Campania. Le due donne spacciandosi per agenti assicurative, dopo essersi fatte accreditare dalla querelante la somma di euro 200,00 (duecento/00) quale corrispettivo per la stipula di una polizza assicurativa R.C.A. relativa all’autovettura della donna, le inviavano un contratto assicurativo falsificato che la faceva incorrere, durante un controllo da parte di una pattuglia di militari dello stesso comando Arma procedente, nella sanzione prevista dall’art. 193/2 del c.d.s. (guida senza copertura assicurativa). A fronte delle rimostranze della donna sanzionata i militari ricostruivano la vicenda con l’ausilio anche dei colleghi campani sino ad identificare le autrici del raggiro. Come sempre avventurarsi in contrattazioni telematiche con persone sconosciute si rivela molto spesso pericoloso.

Probabilmente la sospettava già da tempo. Ieri rientrando a casa, un’avvocata 77enne di Quartu Sant'Elena ha notato la propria collaboratrice domestica mentre si allontanava con fare trafelato dal proprio posto di lavoro, come se non volesse incontrarla. Dal momento che negli ultimi tempi si erano verificati degli ammanchi di gioielleria e argenteria dal suo appartamento, la donna si è insospettita e ha chiamato il 112. Giunta la pattuglia dei carabinieri sul posto, i militari hanno proceduto a una perquisizione e, all'interno della borsa della colf, hanno potuto rinvenire alcuni oggetti di argenteria e delle ricevute di un compro oro di Selargius. A questo punto i militari hanno approfondito gli accertamenti e verificato come tutti gli oggetti dei quali l'avvocata lamentava la scomparsa fossero stati ceduti al compro oro in cambio di correlative somme di denaro. A questo punto si sono configurati tutti gli elementi per denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari la 43enne di Sinnai sottoposta ad accertamenti, quale materiale responsabile di diversi furti e dunque indiziata di furto aggravato e continuato. Certo quella di conservare in borsetta le ricevute di un commercio illecito non è stata un’idea geniale: la donna ha concesso un calcio di rigore ai carabinieri. Ma se non fosse stato per la prontezza di spirito della 77enne vittima tale risultato non si sarebbe raggiunto. Naturalmente l'avvocatessa non assumerà più quella donna per le pulizie di casa.

A Uta i carabinieri della locale Stazione, a conclusione degli accertamenti scaturiti dalla querela formalizzata presso quegli uffici dal funzionario dell’area tecnica del Comune di Uta per conto di quell’ente pubblico, hanno deferito in stato di libertà per invasione di edifici un 37enne e una 39enne, conviventi, noti alle forze dell’ordine, per avere occupato senza alcun titolo, a partire dal 15 set 20, uno stabile ad uso abitativo di proprietà del comune di Uta sito in località Bascus Argius. I due conviventi avendo evidentemente saputo che quell’appartamento non era abitato ci si sono infilati dentro, ponendo quindi la proprietà di fronte al fatto compiuto. Fra i vari aspetti della vicenda vi è anche quello penale per il quale i carabinieri hanno informato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

A Cagliari i carabinieri della Stazione di Stampace, al termine dei loro accertamenti, hanno deferito in stato di libertà per il reato di evasione (art. 385 c.p.) un 49enne disoccupato con precedenti denunce a carico, già sottoposto misura degli arresti domiciliari. Questi alle ore 23:25 di ieri, a seguito di un ordinario controllo eseguito da militari operanti, non è stato rintracciato presso il proprio luogo di detenzione. È verosimile che tale comportamento possa ricondurre l’uomo in carcere a seguito di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

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