Dopo l’exploit di “Pueblo” al Teatro Centrale, nell’ultima rassegna Cedac “indoor”, torna a Carbonia, con “Radio Clandestina”, Ascanio Celestini: l’appuntamento è per domenica 25 luglio, alle ore 21.30, nell’anfiteatro di Monte Sirai. Si tratta il secondo del cartellone di “Notti a Monte Sirai”, organizzato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e lo Spettacolo, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e la collaborazione della Fondazione di Sardegna e della regione.
Ascanio Celestini è senza dubbio uno dei massimi esponenti del cosiddetto teatro di narrazione, in quella particolare versione in cui il narratore non veste i panni di un personaggio ma si presenta al pubblico con la propria identità di narratore: gli argomenti sono i più svariati, dai grandi fatti della storia e della cronaca alle storie minute di uomini senza storia.
Celestini si può ben dire ha praticato tutti questi ambiti, con la costante di portare in primo piano le storie personali, spesso di esseri umani ai margini, giocando sul registro della tragicommedia per denunciare lo sfilacciamento dei rapporti fra le persone e la solitudine che incombe sull’uomo contemporaneo come approdo delle trasformazioni che hanno interessato l’Italia dalla fine del conflitto ad oggi. Come si scrisse raccontando la sua splendida “Pueblo”, nel 2019, in questa vocazione vi è un robusto trait d’union con Pasolini e De Andrè.
“Radio Clandestina” è stato il suo primo vero successo, quello che l’ha imposto all’attenzione generale, ventun anni fa: oggi è diventato probabilmente il suo cavallo di battaglia perché la sua forza e i suoi significati sono rimasti intatti. Certamente l’argomento attorno al quale ruota l’affabulazione del nostro ha iavuto il suo peso nella fortuna del testo e dello spettacolo: l’eccidio delle Fosse Ardeatine. «Il racconto della lotta partigiana e dell’occupazione di Roma – ha spiegato Celestini –v iene spesso riferito in maniera confusa. Soprattutto l’eccidio delle Fosse Ardeatine e l’azione di via Rasella che lo precedette sono parte di una storia raccontata “al contrario”. Partendo dai materiali pubblicati nel libro di Alessandro Portelli “L’ordine è già stato eseguito”, in “Radio Clandestina” do voce a quella parte orale della storia che ancora racconta quei giorni in maniera viva, diretta e non rovesciata». Il materiale è stato composto mettendo insieme circa 200 testimonianze dirette, memoria viva di una della più grandi tragedie della storia nazionale, ma parte da più lontano, dalla Roma che, divenuta capitale, comincia a trasformarsi in grande città perdendo i suoi caratteri fino ad allora peculiari e popolari e trascorre lungo le vicende che portano ai giorni della “città aperta”.
Giovanni Di Pasquale