“Sa Berritta” Copricapo maschile
Sa berritta o berretto a sacco è un copricapo maschile di moda ottocentesca diffuso in tutta l’Isola. In Sardegna si ha segnalazione delle prime manifatture locali a partire dal XIX secolo. In particolare si annovera la fabbrica di berrittas creata da Salvatore Rossi (nato a Cagliari nel 1775, operatore economico tra i più noti del capoluogo dell’Isola) ed entrata in attività nel Novembre del 1826 nel quartiere di Villanova (Cagliari). L’iniziativa del Rossi ebbe pieno successo, i manufatti ressero alla concorrenza con l’estero e lo smercio fu notevole in tutto il Regno. La fabbrica fu autorizzata già nel 1824 dalle prime autorità che le accordarono il privilegio di agire per dieci anni in regime di monopolio. Vi lavoravano 178 persone (molti dei quali impiegati direttamente nello stabilimento, altri lavoravano nelle proprie case). Si producevano 50 dozzine di berrittas per settimana, ottenute con lana importata da Napoli. La produzione aumentò negli anni successivi e allo stesso tempo il numero degli assunti che arrivò a 250 addetti. Nel Sulcis questo copricapo era indossato diffusamente e indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza, come dimostrano varie fotografie d’epoca, alcune delle quali relative all’area di Nuxis e Santadi,unite in un unico comune per molti anni.
Si presentava a forma tubolare, di lunghezza variabile tra i 45 e i 60 cm ed estremità stondate. Di colore nero, ricopriva la testa in modo che la circonferenza del cranio aderisse perfettamente al diametro de sa berritta. Le orecchie rimanevano scoperte mentre la lunghezza eccedente del copricapo veniva di solito lasciata ricadere lateralmente. Era confezionato in morbida lana e senza cuciture nella parte che avvolgeva la testa. Ciò lo rendeva assai confortevole all’uso. Più tardi, presso molte famiglie si passò a realizzarli artigianalmente, evitando l’acquisto in botteghe spesso distanti dal paese in cui si risiedeva. Un copricapo accessorio de sa berritta era il fazzoletto, indossato in molte aree del Sulcis. Anch’esso risalente alla fine dell’800, di foggia simile a quello femminile, era di forma quadrata e in cotone stampato a fantasie, per lo più elementi geometrici di piccole dimensioni inscritti in rifinite cornici colorate. Poteva essere indossato piegato più volte e avvolto attorno a sa berritta come una sorta di nastro mentre le cocche del fazzoletto venivano annodate dietro la nuca oppure veniva piegato a triangolo e sistemato sopra sa berritta coprendola. In questo caso i lembi del fazzoletto venivano annodati sotto il mento. In condizione di vedovanza si utilizzava un fazzolettino nero.
A cura di Vanessa Garau
[Le foto pubblicate sono di proprietà del Gruppo Folk Sant’Elia Nuxis]