Si è sparsa la notizia della reiterata possibilità che alcuni volenterosi e benemeriti vogliano fornire ai cittadini di sant’Antioco una nuova occasione di sviluppo. Sì, altruisti (im)prenditori tenterebbero nuovamente di mettere a disposizione la loro spiccata attitudine a fare impresa, già mostrata in altre occasioni, per darci una mano d’aiuto con la possibilità di impiegare 120 persone, ma perché non si è scritto 1200 e di dove? Come? Facile, rispolverando l’idea di 15 anni fa di costruire impianti termali.
- Bella idea! e dove?
- A Co ‘e Cuaddus, praticamente in riva al mare.
- Ma lì non si può costruire.
- Perché?
- Per legge!
- Bisogna cercarsi le protezioni politiche giuste e poi vedi se non si può costruire.
- E in cambio ?
- Qualcosa si troverà!
- Ma le grandi volumetrie richieste dalle terme?
- No si farà una struttura modulare, non una grande costruzione
- Cioè?
- Villette.
- E se fallisse ?
- Ci resteranno le villette, che così potremo vendere….
- Ciò che in un sito di pregio e protetto non si poteva fare! E gli abitanti di Sant’Antioco cosa
ne pensano?
- Ohoh…Nieente!
Abbiamo voluto immaginare questo dialogo, tutto fantasioso, durante un pranzo di qualche domenica fa in un ristorante del Campidano tra il quarto e il quinto bicchiere, perché solamente in una situazione come quella si può pensare che i cittadini di Sant’Antioco ed insieme a loro tutte le persone che frequentano Co ‘e Cuaddus tutte le estati siano disposti a vedersi sottrarre, perché deturpata, una delle più belle e note spiagge sarde in cambio di terme, oggi sempre più mitiche, che, come suggerimmo 15 anni fa diventerebbero reali e incoraggiate se venissero realizzate a Su monti ‘e su Sennòri, dove si potrebbe mostrare un bell’esempio di recupero utilizzando acque termali che , essendo il terreno di natura calcarea, è quasi certo che ci siano anche lì.
PERISCOPIO SULLA SOCIETA'. Ritornano, ma son sempre più vecchi.
Aspetto
- Font Size
- Default
- Modo Lettura