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MI E' TORNATO IN MENTE. Sardara. Un tempo si festeggiava il primo maggio (di Angelo Mascia)

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A meta’ degli anni ’70 a Sardara il Primo Maggio era una data importante, non era solo un giorno di festa, ma un giorno di mobilitazione e di testimonianza di tutto il paese per il diritto al lavoro. Il partito comunista organizzava un corteo che attraversava le strade del paese, i militanti socialisti esibivano i loro garofani rossi e la democrazia cristiana, che con loro amministrava il paese, organizzava un incontro incentrato sul lavoro. Il giorno dopo le strade dei partiti si dividevano e ognuno si batteva per i propri ideali. Poi vennero gli anni del terrorismo brigatista e il 9 maggio del 1978 Aldo Moro fu trucidato dalle brigate rosse. Partecipai all’assemblea popolare che si tenne nell’aula consiliare che si trovava allora nel Palazzo di piazza Gramsci. Fu un grande momento di unità, ma di lì a poco si votò per le elezioni comunali vinte dal partito comunista. Avevo 23 anni e fui il secondo degli eletti dopo Rossano Caddeo che fu eletto sindaco dal consiglio comunale. Furono anni di grande crescita per il paese, e alcune opere importanti avviate dall’amministrazione democristiana guidata da Gigi Abis, furono portate avanti e completate. Allora ero molto giovane, ma compresi che aldilà delle ideologie, era fondamentale trovarci uniti per risolvere i problemi di Sardara.
Oggi le ideologie sono scomparse, e i partiti che in quelli anni si fronteggiavano, il PCI, la DC, e il PSI non esistono più. Paradossalmente oggi il Comune è amministrato da un sindaco che allora era PSI, da assessori che vengono dalla tradizione comunista e da altri di estrazione democristiana. Eppure qualcosa non va. L’amministrazione è lontana dalla gente e non c’è partecipazione. Gli ideali non ci sono più e forse anche per questo occorre ripartire da quella spinta di rinnovamento e di cambiamento che negli anni ’70 caratterizzò la vita amministrativa di Sardara e che solo i giovani sanno dare.
Angelo Mascia

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