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Fri, Apr

XXXIII Domenica (anno liturgico B) 18 Quello che siamo e che saremo ….!

Il Vangelo della Domenica
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Un giorno avverrà un cambiamento radicale per ciascun uomo e per la stessa creazione; ci sarà una violenta interruzione della storia, per un nuovo, diverso, migliore inizio. Per avere un’idea più rispondente a ciò che ne sarà di noi e dell’universo dobbiamo guardare al Venerdì Santo e al mattino di Pasqua di Gesù. Quel Venerdì Santo Gesù non aveva più l’aspetto di un uomo tanto gli uomini l’avevano sfigurato; che dire poi di Gesù morto?! Si fece buio su tutta la terra; ed era ben giusto che fosse così, perché Gesù, luce del mondo, non c’era più, gli uomini l’avevano spenta; ci fu un gran terremoto, le montagne si spaccarono; e non poteva essere diversamente, perché Gesù, la vera vita, non c’era più, gli uomini l’avevano uccisa. Quando una persona muore, quando la terra trema e tutto crolla, sembra inesorabilmente tutto tragicamente finito.
Un nuovo inizio Ma il mattino di Pasqua Gesù risorge, col suo vero corpo nato da Maria, con i segni gloriosi della passione a testimonianza di cosa gli han fatto gli uomini e fino a che punto Egli ci ha amato. Il Risorto può anche mangiare, se vuole, e nessuno potrà più fargli del male. I discepoli al vederlo, non credono per la troppa gioia. E’ l’inizio dei cieli nuovi e della terra nuova. La morte dell’uomo e lo sconvolgimento del creato sono sì di distruzione, ma per la nascita di una nuova umanità, di un mondo nuovo dove avrà stabile dimora la giustizia. I popoli saranno una grande famiglia, senza più morte o pena alcuna. Gesù parla di ultimi giorni, ma dice anche che tali sconvolgimenti avverranno per la presente generazione, coinvolgendo in tal modo i suoi ascoltatori. In realtà per ciascuno di noi con la morte c’è la disfatta di un mondo e l’inizio del nuovo, senza attendere la fine definitiva.
Come ci si prepara Vivendo bene, come insegna Gesù, facendo il bene ed evitando il male, secondo la legge morale naturale iscritta nella coscienza di ogni uomo, non solo si rende più bella questa nostra esistenza terrena, ma avremo, come lo è già per Gesù, una vita bella senza alcunché di male che non avrà mai fine. G r a z i e, grazie e per sempre grazie Gesù ! Amen.
Padre Nicola, sacerdote redentorista, San Sperate