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Fri, Apr

Primo Novembre: Tutti i Santi. Per conoscerci di più, un po’ di esegesi della Parola di Dio

Il Vangelo della Domenica
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Il libro dell’Apocalisse parla della Chiesa e del mondo, proiettati verso l’eternità. Fu detto agli Angeli di Dio: “non devastate né la terra, né il mare, finché non avremo impresso sulla fronte il sigillo dei servi del nostro Dio” . Cioè, non ci sia la così detta “fine del mondo”, fin quanto gli uomini, venuti a conoscenza del Signore, potranno visibilmente far parte del popolo di Dio. Siamo nella simbologia dei Sacramenti: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo …”.
L’unità della Chiesa: quando l’autore sacro Giovanni scriveva questa pagina, le 12 tribù d’Israele non esistevano più, ma i 12 Apostoli avevano dato origine ad un altro Israele, il nuovo popolo di Dio. Questo popolo ha per Padre Dio; ha come capo il Cristo e noi siamo le membra di questo corpo; il Cristo è la pietra angolare del tempio spirituale, gli Apostoli ne sono i 12 basamenti e noi le pietre vive. Cristo è la nostra legge e i Sacramenti sono i sigilli che ci distinguono. Siamo un popolo ben strutturato: 12 x 12.000=144.000; un numero perfetto, come a dire “110 e lode”.
L’universalità della Chiesa: il nuovo popolo di Dio non è legato ad una razza, ad una lingua, a dei confini; è una folla immensa che nessuno può contare. Di questo popolo fanno parte anche i così detti “cristiani anonimi”, quelli che, pur non avendo conosciuto Dio, ascoltano la voce della coscienza, che è la risonanza della voce di Dio, e vivono nell’onestà e nella giustizia; un giorno saranno invitati da Gesù ad entrare nella pienezza di vita della beatitudine eterna, il Paradiso.
Figli di Dio: S. Giovanni ci ricorda che siamo chiamati figli di Dio e lo siamo realmente. Dimostreremo di esserlo, ci indica l’evangelista Matteo, vivendo le beatitudini. Se dovesse giungere lo scoraggiamento, occorre tener presente quel “perché …, perché …” delle beatitudini; non siamo soli, non finiamo nel nulla. Già adesso, nella liturgia, anticipiamo in un certo modo la vita futura; tra noi non c’è alcuna distinzione, ci vogliamo bene, insieme lodiamo e ringraziamo il Signore.
Il Paradiso: Un giorno, ritroveremo in pienezza ciò che di bello e di buono nella nostra esistenza terrena abbiamo appena assaporato! Non ci sarà più ingiustizia, né pianto o sofferenza alcuna. I Santi già godono di questa pienezza di vita e intercedono per noi affinché fin d’ora comprendiamo e viviamo un po’ di Paradiso. Amen !

Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista