Un giorno un brav’uomo, vedendo una bambina infreddolita, affamata, forse anche malata, alzò gli occhi al cielo supplicando: Dio mio, fa’ qualcosa per questa creatura ! Si sentì rispondere: Ho fatto te ! La moltiplicazione dei pani operata da Gesù avviene a partire dalla condivisione di ciò che un ragazzo ha nella sua bisaccia. La folla, dopo che ha mangiato e si è saziata, vorrebbe fare re Gesù, pensando che con Lui si sarebbero risolti i problemi economici. Ma la gente non ha capito che “siamo un solo corpo, abbiamo un solo spirito, una sola fede, un solo Dio - Padre di tutti, che è in tutti e per tutti”; mettendo a disposizione la nostra intelligenza, le nostra braccia, il nostro cuore, sentendoci una sola famiglia, ci accorgeremmo che il pane non manca, ma è solo mal distribuito; le ricchezze della terra sono tante, ma in mano di pochi. “Nulla vada perduto”! Il giardino, che è la nostra terra, tornerebbe a fiorire se ben coltivato. La stessa liturgia diventa veicolo di grazia per noi e per il mondo se collaboriamo con Gesù; ci sarà l’Eucarestia se all’altare portiamo il pane e il vino; Gesù continuerà a parlare agli uomini, se noi, suoi discepoli, parleremo agli altri in suo nome; Gesù continuerà ad amare, se noi compiremo gesti di giustizia e di bontà, facendo del bene a tutti. S. Alfonso,che festeggeremo il 1° Agosto, fu uno studente che studiava; si laureò in legge, diritto civile ed ecclesiastico, a soli 17 anni; esercitò la professione di avvocato per 10 anni, ammirato da tutti per la sua onestà e professionalità; fu un sacerdote che portò tante innovazioni per aiutare tutti a vivere secondo il Vangelo; a tale scopo fondò l’Istituto dei Missionari Redentoristi; fu un Vescovo zelantissimo; durante una grande carestia accolse dei poveri in Episcopio e vendette mule e calesse per aiutare il prossimo; scrisse 111 libri, tra grossi e piccoli, di cui anche una grammatica d’italiano; scrisse parole e musica di canzoncine spirituali per far conoscere e amare Gesù. Oggi lo invochiamo santo, dottore della Chiesa, maestro di fede e di costumi; patrono dei moralisti, confessori, musicisti, avvocati; modello di vita nella Chiesa e nella società. “Dio, che ha fatto te senza di te, non salverà te senza di te”, scriveva S. Agostino; Dio chiede la nostra collaborazione. Il mondo andrà meglio, se gli uomini si impegneranno secondo le loro possibilità. Non bisogna giocare d’azzardo, ma se al limite vuoi vincere al totocalcio, devi almeno giocare la schedina.
Padre Nicola, sacerdote redentorista