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17
Fri, Apr

VI Domenica ordinaria dell’anno liturgico b

Il Vangelo della Domenica
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E’ possibile migliorare la nostra esistenza e convivenza umana. Fin da bambini, quando ci han parlato di Gesù, ci è stato detto che Lui è il nostro “salvatore”, che ci ha salvato dal peccato e da ogni altro male, perfino dalla morte, in quanto ci assicura che, in anima e corpo, vivremo per l’eternità. Ogni giorno più siamo persuasi di tali verità. Quando Gesù diede inizio alla sua vita e missione pubblica, leggendo nella sinagoga di Nazaret una profezia di Isaia che lo riguardava, “lo Spirito del Signore è sopra di me …, mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, ai ciechi la vista, a proclamare l’anno di grazia del Signore”, disse: oggi si è compiuta questa scrittura. Quante altre volte Gesù dirà: sono venuto non per i sani, ma per i malati; non per i giusti, ma per i peccatori; sono venuto perché abbiate la vita e l’abbiate in abbondanza. Ha amato e perdonato i peccatori pentiti; ha guarito da ogni sorta di malattie; ad un malfattore, crocifisso con lui, prima di morire, ha promesso il Paradiso. Dalla vita della Chiesa e dalla storia dei Santuari, in primo luogo Lourdes, sappiamo di miracoli di guarigione e di conversione. Gesù, oltre che per il perdono dei peccati, ha istituito un Sacramento per la situazione di malattia: l’Unzione degli infermi. “Ti aiuti il Signore con la grazia dello Spirito Santo; e, liberandoti dai peccati, ti salvi, e, nella sua bontà, ti sollevi”. Di quanto conforto è il Signore per l’ammalato! In questo spirito celebriamo oggi la giornata del malato e in tante Chiese viene amministrato il Sacramento dell’Unzione. Gesù è venuto su questa terra ed è rimasto in mezzo a noi nella sua parola e nei sacramenti perché nessuno sia un rassegnato. Dobbiamo mettercela tutta per migliorare gli aspetti della vita con l’impegno personale, l’aiuto della scienza, la grazia del Signore. Vivendo così, staremo meglio; e, qualunque cosa facciamo, ci esorta l’apostolo Paolo, daremo gloria a Dio. Non sarà fuori posto festeggiare il carnevale, vivendo ore di sollievo, in una sana e santa allegria. A ragione pregheremo in questa celebrazione: O Dio, risplenda per noi la luce della tua Parola; sostienici con la forza del tuo Spirito, perché ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita; e, per quel che siamo e facciamo, ti rendiamo gloria. Amen!

Padre Nicola, sacerdote redentorista (San Sperate)