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17
Fri, Apr

Solennità di Cristo Re, Gesù e noi …

Il Vangelo della Domenica
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La Chiesa, celebrando la solennità di Cristo Re, non intende parlare affatto di monarchia, di repubblica, o di altre forme di governo, bensì  comunicarci verità di fondamentale importanza per la nostra vita. Ripercorrendo il Vangelo   Dopo la moltiplicazione dei pani operata da Gesù, la folla, che aveva mangiato e si era saziata, avrebbe voluto farlo “RE”, pensando di risolvere così i tanti problemi economici. Gesù dovette fuggire, avendo visto frainteso il suo  insegnamento; accetterà il titolo di “RE” dinanzi a Pilato, dopo la notte del Getsemani, col volto sfigurato dalle percosse e dagli sputi, e sulla croce, allorché uno dei ladroni  lo invoca: ricordati di me, quando sarai nel tuo regno.  Notiamo in Gesù un’autorità morale, una dignità che fece impressione a Pilato, al Sommo Sacerdote e allo stesso Erode.   “IO SONO RE, per questo  sono nato e per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità.   Chiunque è dalla parte della verità ascolta la mia voce”, diceva apertamente.  Al ladrone crocifisso risponderà: Oggi stesso, sarai con me in Paradiso. La sera del Giovedì Santo aveva detto ai discepoli: Mi chiamate MAESTRO e SIGNORE, e dite bene, perché lo sono; se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato a voi i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri; vi riconosceranno per miei discepoli se vi amerete come io ho amato voi.  In  queste poche parole ci viene rivelata la verità su Dio e sull’uomo.   Chi è Gesù,  che ne sarà di  noi  Gesù è Dio  che si è fatto uomo, in tutto simile a noi, tranne che nel peccato; è il primo nella verità e nell’amore; nessuno mai ha parlato bene come Lui, nessuno ha amato come Lui; ha fatto bene ogni cosa, è nostro modello. E’ colui che perdona i nostri peccati. E’ il primo dei risorti e ci assicura una vita beata per l’eternità, a patto che ci sforziamo di vivere come Lui ci ha insegnato.   E chi non ha conosciuto Gesù?  Sarà ugualmente  beato  per sempre, se nella vita avrà operato bene; perché, si creda o meno in Dio, fare il bene ed evitare il male è iscritto nella mente e nel cuore di ogni uomo e donna in grado di intendere e di volere. In conclusione  Gesù è tutto per me, per te, per noi; E’ DIO della mia vita; E’ IL MIO RE.  Noi facciamo parte del  suo “REGNO CHE NON AVRA’ FINE” se la nostra vita è secondo il suo insegnamento, se come  suoi discepoli saremo stati a servizio della verità e dell’amore. Amen!                             

  Padre Nicola, sacerdote redentorista