Noi e la morte di Gesù “Sappia con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore quel Gesù che voi avete crocifisso". L'apostolo Pietro si rivolge a tutti coloro che erano presenti a Gerusalemme quel Venerdì Santo, Ebrei, Arabi, Greci, Romani, allorché nessuno si era opposto all'ingiustizia che si stava perpetrando contro quel giusto. Tutti erano stati corresponsabili, chi per tradimento, chi per sete di potere, chi per paura, chi per indifferenza. Nostra è anche la responsabilità oggi, allorché rimaniamo in “silenzio vigliacco” dinanzi alle ingiustizie, violenze e morte di tanti innocenti. Gli ascoltatori di Pietro "si sentirono trafiggere il cuore" a tali parole. Prima di loro lo stesso Pietro aveva pianto per aver rinnegato Gesù. I due discepoli di Emmaus si sentirono "scaldare il cuore nel petto" mentre lo “straniero”, Gesù risorto, spiegava loro le Scritture. Il Vangelo tocca il cuore e lo "riscalda" quando riconosciamo la verità e sentiamo il bisogno che qualcuno ci aiuti. Gesù e ciascuno di noi Il Risorto chiama per nome Maria Maddalena mentre sta piangendo davanti al sepolcro vuoto; chiama per nome Tommaso perché non sia più incredulo ma credente; chiede a Pietro per tre volte " mi vuoi bene più di questi altri …?", per affidargli la Chiesa nascente. La voce di Gesù non è una voce estranea; è la voce dell'amico. Egli cammina innanzi a noi e ci porta verso pascoli ubertosi. "Sono venuto perché abbiate la vita e l'abbiate in abbondanza". Chi lo segue sarà salvo, non soffrirà più la fame..., non soffrirà più la sete. Comprendiamo ora più facilmente il significato di alcune espressioni ed immagini adoperate da Gesù: - “Io sono il Pastore buono”. Gesù ci vuole bene e vuole il nostro bene; in un mondo dove abbonda l’egoismo, la falsità, la violenza, Gesù è l’amico, che ama noi più di se stesso. “Vi farò pescatori di uomini”. Gesù non è il pescatore “scaltro”, che ci fa abboccare all’amo, ma ci prende per salvarci da un possibile naufragio. Vuole che i discepoli facciano altrettanto nei riguardi dell’umanità immersa nel mare del mondo in burrasca. Gesù ci assicura: “Io sono la Via, la Verità e la Vita; chi segue me non cammina più nelle tenebre”. Seguendo Gesù, vivendo come Lui ci ha insegnato, come andrebbe bene il mondo, come staremmo meglio tutti quanti noi! A ragione celebriamo oggi la giornata mondiale delle vocazioni, perché ci mettiamo alla scuola di Gesù per essere cristiani santi, per avere numerosi e santi sacerdoti e missionari. Hanno questo significato le parole del Signore: “Come il Padre ha mandato me, Io mando voi” e ”Fate questo in memoria di me”. Amen !
Padre Nicola, Redentorista
IV Domenica di Pasqua (Anno liturgico A), GESÙ IL PASTORE BUONO
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