Gli Apostoli dissero a Tommaso: Abbiamo visto il Signore risorto! A Tommaso tutto ciò appariva a dir poco inverosimile e disse: Se non vedo i segni dei chiodi e la ferita nel suo costato, non crederò.
Questo non perché fosse un cattivo discepolo, ma Tommaso voleva toccare con mano per essere certo di non aver preso un abbaglio.
Gesù non si scandalizza di tale atteggiamento e otto giorni dopo si ripresenta ai discepoli, invitando Tommaso a verificare i segni della Passione nel suo corpo risuscitato.
L’Apostolo non ha più bisogno di toccare perché è lui stesso ad essere toccato da Gesù nella mente e nel cuore. Quel Venerdì Santo del “Maestro” rappresenta fin dove giunge il peccato degli uomini e di che misura è l’amore di Dio. Tommaso, prostrandosi dinanzi al Risorto, potrà solo esclamare: Mio Signore e mio Dio !
Ne consegue che i primi cristiani vivono da fratelli, sono assidui alla preghiera e all’insegnamento degli Apostoli, sono contenti e stimati dal popolo.
I pagani, ammirandoli, diranno: Se ci sarà un Dio, non potrà non essere se non quello dei cristiani.
Gesù ha fatto altri segni che non sono stati narrati dall’evangelista Giovanni, ma quanto è stato detto di Gesù il discepolo lo ritiene sufficiente perché noi crediamo che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e credendo nel suo nome operiamo la salvezza.
Come non ringraziare Gesù, gli Evangelisti e i testimoni del Risorto all’origine della nostra fede!
Il tutto si fa preghiera:
Dio di eterna misericordia, rivivendo i misteri pasquali, come avvenne per Tommaso, si consolidi la nostra fede e operi nella nostra vita.
Amen !
Padre Nicola, Redentorista