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17
Fri, Apr

XI Domenica (anno C). Dire la verità con amore, riconoscendoci per quello che siamo …

Il Vangelo della Domenica
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Il nostro parlare, più di qualche volta, è vellutato per non offendere nessuno, “ cittadini e cristiani da salotto”, tanto contestato da  papa Francesco;  o, come da troppo tempo si suol dire,  politicamente corretto, indisponendo non pochi di noi.  Gesù agisce diversamente e contesta tale atteggiamento.                                                                                
Simone, di cui abbiamo sentito dal racconto evangelico, critica in cuor suo Gesù per il suo comportamento nei riguardi della peccatrice “si lascia  baciare ed abbracciare”; Gesù, con affetto e amore, corregge Simone, facendolo riflettere profondamente.
Il Salvatore è venuto a cambiare il cuore e la vita degli uomini; non è venuto a esporre una dottrina, pur bella e importante che sia.
La donna del Vangelo, che ama ed è  perdonata,  ritrova la gioia di vivere.                                                                              
Gesù  è venuto incontro agli uomini per salvarli dalla freddezza di un mondo che non sa amare, ma parla …, parla …,  e ancora parla …, e le cose rimangono come prima, anzi si contribuisce a che la situazione peggiori.
Chi accetta Gesù, si vede scaturire dentro una vita nuova, come fu per gli Apostoli, per la Maddalena e le altre donne del Vangelo, che seguirono Gesù per servire Lui e gli Apostoli con i loro beni.    Altro che chiacchiere ! ! !
Siamo invitati a riconoscere la verità nei riguardi di Dio e di noi stessi, e realizzare qualcosa di meglio.
Guardandoci per quello che siamo e avremmo potuto  essere, per quello che avremmo potuto fare,  ci sovviene il ritornello del grande  e simpatico ciclista Gino Bartali:  “l’è tutto da rifare !”  .
Dio buono, tre volte santo, ci ha creati a sua immagine e somiglianza; quindi ci ha fatti bene !
Gesù fece bene ogni cosa, passò facendo del bene a tutti, e diceva:  “imparate da me”.
Con il re Davide dobbiamo avere l’umiltà e il coraggio di ripetere: “Abbiamo molto peccato” !

In conclusione
Non a caso il Dio che si è fatto uomo si chiama Gesù, che significa Salvatore, perché ci salva dai nostri peccati e ci dà l’aiuto per vivere una vita nuova, nella giustizia e  santità.
Con profonda convinzione vogliamo pregare:
O Dio, che non ti stanchi mai di usarci misericordia, soccorrici con la tua grazia, perché, lungo le strade del mondo, diffondiamo il messaggio evangelico di riconciliazione e di pace, nelle intenzioni e nelle opere.

Amen !                                                                                                                      
Padre Nicola Fiscante,  Redentorista