La grande tentazione di oggi, essendo un po’ tutti delusi dell’andamento della società, e direi anche amareggiati, è non attendere più nulla, lasciarsi andare, delegare ad altri il volger della storia. Per l’amato papa Francesco era divenuto un ritornello: “Non fatevi rubare la speranza”. L’anno del Giubileo che sta per concludersi ha avuto come tema di fondo la speranza. Già l’apostolo Paolo invitava a nutrire un atteggiamento di fiducia. Dobbiamo riacquistare il gusto della vita, vivere e parlare da suscitare appetito in chi ci incontra, e si senta invogliato a sedersi alla bella mensa imbandita della Parola e del Pane di vita operata da Gesù. Da sempre gli uomini hanno desiderato un mondo con più giustizia, con più rispetto per tutti. 2000 anni fa nacque a Betlemme Gesù. Lo hanno conosciuto come “uomo giusto e santo”, che “ha fatto bene ogni cosa; è passato facendo del bene a tutti” e diceva: “imparate da me, fate come ho fatto io”.
Lungo i secoli in tanti lo hanno imitato; pensiamo ai Santi e ai tanti uomini e donne che hanno agito con saggezza e rettitudine. Quanti progressi infatti ha fatto l’umanità in ogni campo dell’agire umano e nel riconoscimento della dignità della persona! Valga a testimoniarlo la legiferazione dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) nel 1948 per tutta l’umanità: Ogni essere umano ha la stessa dignità, diritti e doveri, indipendentemente dall’essere uomo o donna, indipendentemente dall’ideologia politica e fede religiosa.
Il Vangelo ha dato un impulso formidabile per tale progresso. “Europa cristiana”, scriveva il grande e santo papa Giovanni Paolo II, “hai esportato un bagaglio di valori che è divenuto patrimonio universale”.
La profezia di Isaia che un giorno ci sarebbe stato “uno da Gerusalemme operatore di giustizia”, con Gesù si è realizzata. Tuttavia troppe cose nel mondo non vanno bene; c’è troppa sofferenza e morte causate dall’agire sbagliato di troppe persone, e tutti stiamo male. Non possiamo però, non dobbiamo assolutamente arrenderci. Agire bene, con professionalità, con coscienza e amore, si è luce, sale e fermento perché tutto vada meglio per tutti.
Dopo quel Venerdì santo e il mattino di Pasqua Gesù ci assicura che vivendo così ci sarà anche una eternità beata per una vera vita senza più alcun male e sofferenza. Ringraziamo Gesù di tutto ciò e facciamo tesoro del suo insegnamento!
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare