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Thu, Apr

La parola della domenica. XXVIII Domenica (Anno liturgico C. Riconoscerci per come siamo….

Il Vangelo della Domenica
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È da saggi ascoltare chi ne sa più di noi e ci vuole bene; in maniera vistosa sono stati e sono oggi i profeti, che ci suggeriscono e ci indicano vie e modi di vivere per avere un mondo più umano e una chiesa più bella. L’ammalato di lebbra, come è narrato nel 2° libro dei Re della Bibbia, fece come gli aveva detto l’uomo di Dio e guarì; i 10 lebbrosi fecero come aveva detto loro Gesù e guarirono. Non possiamo ritenerci prigionieri delle nostre convinzioni, delle nostre opinioni e delle nostre abitudini, pensando di sapere già tutto. Per crescere si incomincia con la scuola d’obbligo nella nostra fanciullezza, seguono le scuole superiori, l’università, i corsi di specializzazione. Ci sono la Chiesa, i sacerdoti, i catechisti, i genitori, i nonni, i veri amici, i medici, gli ospedali e quant’altro. Dobbiamo prendere coscienza quindi che abbiamo bisogno di qualcuno e di qualcosa per star meglio, per prevenire e nel caso guarire da eventuali mali. Dobbiamo ringraziare Dio, riconoscendoci che siamo la meraviglia del creato, e ringraziare quanti ci vogliono bene e ci fanno del bene.

Di fronte ai tanti disagi e alle sofferenze che si alternano nella nostra vita. Ci chiediamo: Se Dio c’è, perché permette tanto male?
Dio ci risponde: “Abele l’ha ucciso il fratello Caino, le guerre non sono opera mia. Cielo, terra e mare li avevo fatti per voi ben più puliti di come li avete ridotti; vi avevo creati fratelli e sorelle, e non lupi gli uni per gli altri”. Necessita quindi smetterla di fare i furbi; dobbiamo usare e godere della nostra intelligenza, della nostra libertà, operando bene, facendo mai del male a chicchessia. Secondo alcuni filosofi e teologi, questo è il migliore dei mondi possibili. Usando bene cervello, coscienza e cuore, facendo ciò che debbo fare di bene, ci viene spontaneo affermare: cosa avrebbe potuto fare di meglio Dio al di là di come ci ha creati?
Dobbiamo necessariamente riconoscere pari dignità, pari diritti e doveri a ciascuno e a tutti, ed agire di conseguenza.
Possiamo ben ripetere, pregando come all’inizio della Santa Messa:
O Dio, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa. Ti ringraziamo per tutto, per la nostra famiglia e per quanti ci vogliono bene e ci fanno del bene.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare,