Ripercorrendo le pagine del vangelo vediamo tutta la saggezza dell’insegnamento di Gesù. Ci viene narrato che due fratelli chiedono a Gesù di intervenire per una questione di eredità. È risaputo che non di rado tanti familiari per dei testamenti e divisioni ereditarie son pronti a prevaricare l'uno sull'altro per accaparrarsi la parte migliore. Gesù si rifiuta di intervenire a questo livello; Egli interviene su mente e cuore perché tutto e sempre si faccia con giustizia e amore. Il vero problema non è nelle cose, ma in noi che dobbiamo liberarci da ogni grettezza ed egoismo. Gesù raccomanda: "tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni".La felicità è ben altro! La parabola del ricco, che finalmente pensa di godersela, offre una visione a largo raggio. Egli ha fatto tutti i calcoli, ma ha omesso di pensare che prima o poi si può anche morire. Quando sarà quel giorno e quell’ora non porteremo nulla con noi se non l'amore e il bene che abbiamo operato. Scrive l'apostolo Paolo nella Lettera ai Colossesi: "pensate alle cose di lassù…". Le cose di lassù sono ciò che resterà del nostro operato. I beni materiali sono utili ora e per l’eternità se si tiene presente la dignità e l’esigenza propria e di tutti, la necessaria condivisione, se guardandoci attorno facciamo qualcosa perché il bisognoso trovi una risposta alle sue necessità. In tal modo non avremo scontri e ostilità, ma costruiremo una esistenza più solidale e felice per noi e per gli altri.
“Vanità di vanità…”
Sintetizzando il nostro ragionamento diciamo che la salute, il lavoro, la cultura, il benessere economico, lo sport, la famiglia, gli amici, sono tutti valori meravigliosi, ma non sono mai degli assoluti, perché prima o poi ci mancheranno. Il figlio, il padre, la madre, altri della famiglia, e tutto il resto, non sono il “tutto” della vita; vanno visti e vissuti in contemporanea e ancora meglio alla luce della fede, che spalanca il cielo sopra di noi, dilata gli orizzonti della nostra vita oltre il Venerdì Santo, allorché col Mattino di Pasqua, questi “valori”, appena assaporati, li ritroveremo per viverli in pienezza per l’eternità, e sarà ancora più bello che a casa un tempo. E non diremo “tutto è vanità”, ma “tutto è bello”, e lo sarà per sempre, come è per il Cristo risorto, i nostri Santi e i nostri cari che sono in Paradiso.
Così crediamo, così vogliamo vivere, così sia.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista,Francavilla al Mare