Non c’è contrapposizione tra preghiera e carità, tra vita contemplativa e vita attiva; i santi della preghiera sono anche i santi della carità. E non può essere diversamente, perché quanto più si ascolta Dio e ci si sente uniti a Lui, che è Padre, ci si apre agli uomini, nostri fratelli, andando incontro alle loro necessità. Se si agisse diversamente riveleremmo che non ci si incontra col vero Dio, e non si è sulla retta via.
La parabola del buon samaritano, illustrata Domenica scorsa, e l’episodio del Vangelo di oggi di Marta e Maria chiariscono nei particolari quanto stiamo dicendo.
Lasciarsi prendere esclusivamente da qualche valore, andare avanti a senso unico, senza allargare l’orizzonte del nostro vedere e vivere, si è fuori strada.
Il sacerdote e il levita della parabola del buon samaritano, presi dal ruolo del culto divino, non si preoccupano del fratello bisognoso.
Marta accoglie Gesù con affetto e premura, ma preoccupandosi di troppe faccende, arriva perfino a rimproverare Gesù per il comportamento della sorella Maria che stava ad ascoltare Gesù, lasciando lei sola a servire.
Gesù non era andato in quella famiglia solo per mangiare, da compromettere il parlare ed essere ascoltato. L’apostolo Paolo, che era diventato un tutt’uno con Cristo, operò tutto per Lui, per la Chiesa e per le genti.
Santa Teresa d’Avila, la grande mistica, scriveva:
Quanto è facile riconoscere coloro che hanno il vero amore per il prossimo, da coloro che l'hanno in una misura errata. Quando vedo delle persone tutte preoccupate ad esaminare il loro raccoglimento e così incappucciate mentre lo praticano, da non osare muoversi per non distoglierne il loro pensiero, per timore di perdere il gusto e la devozione che trovano in esso, dico tra me che non hanno capito bene la via all'unione a Dio.
No, no, no; non è questa la via, sorelle. Il Signore ci domanda delle opere. Se, per esempio, vedete una malata alla quale potete procurare qualche sollievo, Dio vuole che lasciate le vostre devozioni per assisterla e mostrarle compassione;
e se soffre, condividere il suo dolore; e digiunare, se facendolo, lei avrà il cibo necessario. Questa è la volontà del nostro Maestro e Dio Gesù Cristo. San Benedetto col suo “ORA ET LABORA” “Prega e Lavora” divenne maestro di civilizzazione dell’Europa. O Dio, sapiente e misericordioso, donaci di ascoltare Gesù, accoglierlo, amarlo e amarlo e servirlo nei nostri fratelli.
Nicola Fiscante, sacerdote Redentorista, Francavilla al Mare
XVI Domenica (anno liturgico C) Amare Dio e amare il prossimo si richiamano a vicenda…….
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