Il nome Pentecoste viene dal greco “pentecosté” hemera, “cinquantesimo” giorno, in quanto 50 giorni dopo la risurrezione di Gesù scese lo Spirito Santo sugli Apostoli e gli altri discepoli in preghiera nel Cenacolo. Lo Spirito Santo attualizza quanto Gesù aveva detto e fatto per salvarci; diversamente vivremmo di ricordi, Gesù rimarrebbe solo un personaggio del passato. Con lo Spirito Santo invece Gesù è il nostro Salvatore, il Salvatore di tutti. Con la discesa dello Spirito Santo nasce la Chiesa e abbiamo i Sacramenti. Nei Sacramenti lo Spirito Santo trasforma i semplici elementi naturali in Grazia di redenzione. Nel Battesimo l’acqua diviene Grazia che lava le nostre colpe e ci dà la vita di figli di Dio; nell’Eucarestia il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Gesù che ci uniscono al Redentore come i tralci alla vite; nell’Unzione degli Infermi l’olio significa l’aiuto del Signore che perdona, salva.e solleva. Lo Spirito Santo alla Pentecoste scese “come lingue di fuoco”. La fiammella illumina: e lo Spirito Santo fece conoscere tutta la verità comunicata da Gesù.
La fiammella riscalda: e dopo aver ricevuto lo Spirito Santo gli Apostoli non ebbero più paura di affrontare le tante avversità.
“Come lingue…”: Gli Apostoli parlano e tutti capiscono le meraviglie di Dio che essi annunciano. Con la discesa dello Spirito Santo avviene il contrario della torre di Babele, allorché, regnando superbia, orgoglio e confusione delle lingue, l’umanità fece naufragio.
I doni dello Spirito Santo sono Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Santo Timor di Dio. I frutti dello Spirito Santo sono amore, gioia, pace, magnanimità, bontà, benevolenza, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Viene amministrata la Cresima per vivere e annunciare le meraviglie dell’amore di Dio; e non per abbandonare la Chiesa e la pratica religiosa, come si verifica per vari adolescenti e giovani. Gesù, lasciando visibilmente questo mondo, aveva detto: Riceverete lo Spirito Santo e sarete miei testimoni sino agli ultimi confini della terra. Gesù oggi ha bisogno di noi, agisce in noi e attraverso noi; se gli diciamo di no, si rivolgerà ad altri; ma dire di no a Gesù non è bene, non è bello, e le cose non andrebbero meglio. Se però ciò dovesse capitare e poi avvenisse un ripensamento, ciascuno ricordi che troverà la porta di chiesa, casa di Dio e nostra, sempre aperta. Vogliamo9 pregare così: Spirito Santo, ricolmaci dei tuoi doni, perché portiamo i tuoi frutti.
È il mio augurio più grande per tutti. Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al mare
PENTECOSTE: La Parola della domenica, l’azione dello Spirito Santo .
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